Operazione Ginestra nella Sibaritide, NSC: «Ora servono più risorse e un Comando Gruppo»
Il sindacato Carabinieri elogia i militari impegnati nell’operazione e chiede il potenziamento del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano. Proposta anche una Stazione a Schiavonea
CORIGLIANO-ROSSANO - All'indomani della vasta operazione antimafia condotta nella Sibaritide, la Segreteria regionale Calabria del nuovo sindacato Carabinieri (NSC) esprime il proprio plauso alle donne e agli uomini dell'Arma impiegati nell'inchiesta, ma nel farlo, richiama le istituzioni a una responsabilità che, a giudizio del sindacato, non può più essere rinviata: l'elevazione a Comando Gruppo del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, accompagnata da un reale potenziamento di organici, mezzi e dotazioni tecnologiche.
Il riconoscimento, sottolinea il sindacato, va esteso a tutti i protagonisti dell'operazione, dal ROS al Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, fino a ogni reparto di supporto, senza distinzioni di grado o di incarico, poiché dietro un risultato di tale portata vi è un lavoro collettivo fatto di competenze, sacrifici e responsabilità, al quale contribuisce anche chi opera lontano dai riflettori, svolgono compiti in apparenza secondari. Un ringraziamento particolare è rivolto, inoltre, alla Magistratura, alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e a tutti gli organismi investigativi coinvolti.
Accanto agli elogi, tuttavia, l'NSC Calabria pone una questione che definisce non più eludibile: i Carabinieri, infatti, operano in un territorio complesso, spesso con organici insufficienti, mezzi da potenziare e strumentazioni tecnologiche non sempre adeguate alle esigenze operative
«Anche senza risorse adeguate, i Carabinieri non falliscono mai nel loro dovere – evidenzia il sindacato – ma lo Stato non può continuare a fare affidamento soltanto sul loro sacrificio». La disponibilità e il senso del dovere dei militari, si legge ancora nella nota, non devono trasformarsi in un alibi per rinviare gli investimenti necessari, dal momento che la sicurezza si garantisce con uomini, mezzi , organizzazione e tecnologie all'altezza delle sfide.
Al centro, per il sindacato, deve esserci anche il benessere del personale, attraverso carichi di lavoro sostenibili, recuperi effettivi, tutele psicofisica e condizioni di servizio dignitose, perché proteggere chi protegge i cittadini rappresenta, più che un privilegio, una precisa responsabilità istituzionale.
Da qui l'interrogativo che l'NSC rivolge alle istituzioni: se la Sibaritide avesse potuto contare, in questi anni, su un Comando Gruppo, con organici adeguati, mezzi efficienti e risorse proporzionate alle necessità, quali ulteriori risultati si sarebbero potuti conseguire?
una domanda che, secondo il sindacato, merita risposte concrete e che motiva la richiesta di un'elevazione immediata al reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, cui si aggiunge quella di valutare l'istituzione di una Stazione dei Carabinieri a Schiavonea, per rafforzare la presenza e il controllo del territorio. «Non chiediamo una nuova denominazione soltanto sulla carta – precisa la nota – ma una struttura più forte, risorse reali e condizioni operative adeguate alla complessità della Sibaritide».
In chiusura, il sindacato ribadisce come l'Arma abbia dimostrato di esserci e di saper agire, e che ora spetti alle istituzioni mostrarsi all'altezza dei propri uomini e delle proprie donne: la sicurezza della Sibaritide, conclude l'NSC, non può poggiare esclusivamente sull'eroismo quotidiano dei suoi militari, ed è giunto il momento delle decisioni, degli investimenti e delle responsabilità.