Tra Morano e Saracena si gira la nuova serie Rai “La Veterinaria”
Il centro storico moranese e l’altopiano di Masistro diventano set della produzione sostenuta da Calabria Film Commission. Nel cast anche Angela Finocchiaro e Giuseppe Spata
SARACENA – Ciak, si gira. E questa volta lo scenario naturale è quello del Pollino, tra le faggete e l’altopiano di Masistro a Saracena e il centro storico di Morano Calabro. Sono iniziate in questi giorni le riprese de La Veterinaria, nuova serie televisiva Rai prodotta da Pepito Produzioni con il sostegno della Calabria Film Commission.
Dietro la macchina da presa - si legge su Abmreport.it - ci sono Luca Lucini e Giuseppe Curti, mentre davanti all’obiettivo il cast è guidato da Gaia Messerklinger e Nino Frassica, con la partecipazione, tra gli altri, di Giuseppe Spata e Angela Finocchiaro.
La storia porta sullo schermo proprio il rapporto tra la Calabria interna, i suoi animali e le comunità che la abitano. Messerklinger interpreta Irene Andreoli, una veterinaria che decide di cambiare radicalmente vita e trasferirsi in Calabria per ricominciare.
Nel Parco nazionale del Pollino la protagonista affronta così una nuova sfida professionale, occupandosi del benessere degli animali e della convivenza tra fauna e popolazioni locali. Al suo fianco Nino Frassica, volto tra i più popolari della televisione italiana anche grazie al maresciallo Cecchini di Don Matteo.
Per Saracena non è la prima volta davanti a una macchina da presa. A ricordarlo è il sindaco Renzo Russo, che sottolinea come già lo scorso anno Rocco Papaleo avesse scelto i Piani di Masistro e le faggete del territorio per alcune scene de Il bene comune.
«Vedere nuovamente una troupe al lavoro a Masistro ha per noi un significato particolare», afferma Russo. La nuova produzione, aggiunge, rappresenta «la conferma di quanto il nostro patrimonio naturalistico abbia una forza, una bellezza e un’autenticità capaci di parlare anche attraverso il cinema e la televisione».
La presenza di un set, però, non vale soltanto per le immagini che finiranno sul piccolo schermo. Per i territori interni può diventare anche una vetrina nazionale, capace di portare paesaggi e identità fuori dai confini regionali.
«Ogni set che arriva qui è un’occasione per far conoscere Saracena, le sue montagne e il Pollino a un pubblico sempre più vasto», conclude Russo, dando il benvenuto ad attori, produzione e maestranze.
Il Pollino torna così a raccontarsi attraverso una produzione audiovisiva nazionale. E questa volta non sarà soltanto lo sfondo della storia: natura, animali e comunità locali entrano direttamente dentro il racconto.