Gaza, Garofalo rilancia il Nobel ai bambini e chiama Cassano: «La città aderisca ufficialmente»
Il presidente del Centro Studi Giorgio La Pira chiede al sindaco Iacobini un atto istituzionale a sostegno della candidatura: «Non una scelta politica, ma un principio sulla tutela dell’infanzia»
CASSANO JONIO – Trasformare i bambini di Gaza in un simbolo universale dell’infanzia travolta dalle guerre e chiedere che anche Cassano all’Ionio faccia sentire formalmente la propria voce. È l’appello lanciato da Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi Giorgio La Pira, che invita il sindaco Giampaolo Iacobini e l’Amministrazione comunale ad aderire alla proposta di candidatura dei bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace.
«Riconoscere ai bambini di Gaza il Nobel significa dare ancora valore alla parola pace – afferma Garofalo – e fermare nella storia il diritto alla memoria per chi non potrà diventare adulto e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore».
Il presidente del Centro Studi precisa però che la proposta non deve essere interpretata come una graduatoria delle sofferenze. Richiama infatti anche i bambini israeliani, ucraini, sudanesi, yemeniti e tutte le vittime minorenni dei conflitti: «Ogni bambino colpito dalla guerra appartiene alla stessa grande tragedia dell’infanzia violata».
È proprio questa, secondo Garofalo, la forza simbolica della candidatura: affermare che la protezione dei bambini debba venire prima delle strategie militari, dei confini e delle logiche di vendetta.
Da qui la richiesta rivolta direttamente al Comune: non una semplice dichiarazione di solidarietà, ma un’adesione pubblica e istituzionale. «Non chiedo alla città di condividere una parte politica – sottolinea –. Chiedo di condividere un principio: i bambini non sono la guerra, sono le sue vittime».
Garofalo richiama inoltre la tradizione civile e democratica di Cassano, chiedendo che proprio da questa comunità possa partire un segnale rivolto alle istituzioni nazionali e internazionali.
«Dietro ogni numero c’è un bambino, dietro ogni scuola distrutta c’è un futuro interrotto», conclude. Le adesioni all’appello possono essere inviate all’indirizzo indicato dai promotori: segr.direttore@avvenire.it