Escalation di intimidazioni a Corigliano-Rossano e sullo Jonio: Cgil e Cisl chiedono «più Stato»
Dopo i casi Italiana Gas, Sassone Tartufi e le auto incendiate a un imprenditore agricolo, Sapia e Ferrone chiedono più organici alle forze dell’ordine e una strategia stabile di prevenzione
CORIGLIANO-ROSSANO – Tre episodi ravvicinati, tutti contro il tessuto produttivo del territorio, fanno scattare un nuovo allarme sulla sicurezza tra Alto Jonio e Corigliano-Rossano. Cgil e Cisl chiedono che la risposta non si esaurisca nella gestione delle singole emergenze, ma diventi una strategia permanente fatta di prevenzione, presenza dello Stato e coinvolgimento delle forze sane del territorio.
A intervenire sono Michele Sapia, segretario generale UST Cisl Cosenza, e Andrea Ferrone, segretario generale della Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno. Il riferimento è al danneggiamento ai mezzi della Italiana Gas sul lungomare di Schiavonea, all’incendio ritenuto presumibilmente doloso dello stabilimento Sassone Tartufi di Montegiordano e alle due auto incendiate questa mattina a Corigliano-Rossano, indicate dai sindacati come riconducibili a un imprenditore agricolo.
«È una successione di fatti che rappresenta un ulteriore campanello d’allarme e non può essere sottovalutata», affermano Sapia e Ferrone.
Per le due organizzazioni il problema non nasce oggi. Nei mesi scorsi Cgil e Cisl avevano già incontrato il Prefetto di Cosenza, portando all’attenzione episodi di criminalità, aggressioni sui luoghi di lavoro – con particolare riferimento alla sanità – intimidazioni contro imprese impegnate nei lavori pubblici e fenomeni di illegalità e racket.
Da qui la richiesta di cambiare passo. «Non possiamo limitarci a intervenire ogni volta che accade qualcosa. Bisogna costruire una strategia stabile di prevenzione», sostengono i segretari, indicando come primo obiettivo il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine e un coinvolgimento più strutturato di associazioni, imprese, sindacati e realtà sociali attraverso gli organismi permanenti della Prefettura.
Cgil e Cisl esprimono piena fiducia nel lavoro di magistratura e forze dell’ordine, chiedendo allo stesso tempo che possano operare «con risorse e condizioni adeguate».
Il messaggio finale è rivolto soprattutto al territorio: non lasciare che la frequenza degli episodi trasformi l’intimidazione in normalità. «Ogni atto di violenza contro un’impresa non colpisce soltanto chi lo subisce, ma indebolisce l’intera comunità. A chi usa paura e violenza bisogna rispondere con più presenza dello Stato, partecipazione e coesione sociale».