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Agguato a Lauropoli, il vescovo Savino scrive alla comunità: «Avete le armi, ma non avete il futuro»

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CASSANO JONIO - Parole di vicinanza alla comunità, gratitudine alle Forze dell’ordine e una dura condanna della violenza criminale. Dopo l’agguato avvenuto a Lauropoli, nel quale ha perso la vita Giuseppe Scorza ed è rimasto ferito Renato Elia, il vescovo della Diocesi di Cassano Jonio, monsignor Francesco Savino, affida a una lettera aperta il proprio messaggio ai cittadini. Un invito a non lasciarsi sopraffare dalla paura e a reagire attraverso l’unità, la fiducia nella giustizia e la partecipazione alla vita collettiva. Di seguito il testo integrale della lettera.

Cari fratelli e sorelle,

Vi scrivo mentre il sole tramonta sulla nostra terra, lo stesso sole che da secoli scalda le pietre delle nostre chiese e il volto della nostra gente. Oggi, però, quel sole sembra faticare a illuminare i nostri cuori. Un omicidio ha squarciato il silenzio di Lauropoli, portando con sé lo sgomento, le domande senza risposta e il tormento di una comunità che si sente stretta in una morsa di dolore e di rabbia.

Quindi cosa state passando. So che in queste ore c’è chi non riesce a dormire, chi guarda fuori dalla finestra con diffidenza, chi si sente tradito dalla propria terra. E vi capisco. A volte, guardando le cronache e le ferite che si aprono sotto i nostri occhi, il pensiero corre a pagine antiche e terribili. Qualcuno, con amarezza, potrebbe persino mormorare paragonando la nostra terra a Sodoma e Gomorra, terre vilipese dal male.

Ma io, oggi, voglio dirvi una cosa diversa, e dirla con la forza che mi viene dalla fede: la nostra terra non è Sodoma. Se c’è un’ombra di quelle città, è solo nel cuore arido di chi ha dimenticato come si ama il prossimo. Ma ricordate la Scrittura? Quando il giudizio sembrava incombere, Dio disse che avrebbe risparmiato l’intera città per il pianto e la preghiera di pochi giusti. E io, guardandovi, guardando le vostre famiglie, i vostri anziani, i vostri giovani, vi dico: qui i giusti sono la stragrande maggioranza. La nostra terra non è maledetta. È una terra ferita. E le ferite, fratelli miei, si curano. Non si subiscono.

In questo tempo di prova, non siamo orfani e non siamo soli. Voglio esprimere la mia gratitudine più profonda e il mio assoluto rispetto per le Forze dell’Ordine e per gli investigatori che stanno lavorando senza sosta. Loro sono i custodi della nostra sicurezza notturna. Tengono la tela della verità nel silenzio, con competenza e dedizione. A loro va il nostro grazie, la nostra collaborazione e la nostra fiducia incrollabile: non ci lasceranno soli, e noi non dobbiamo mai ostacolarli con chiacchiere da piazza, ma sostenerli con la nostra lealtà. La giustizia umana farà il suo corso, e sarà giusto che sia così.

Ma c’è un’altra giustizia che dobbiamo fare noi, oggi, come popolo. La criminalità che ha colpito ancora, con la sua spietatezza, non vuole solo predare i nostri beni o le nostre attività. Vuole predare la nostra anima. Vuole rubare il sonno ai vostri figli e ipotecare il futuro di Lauropoli e di Cassano. Vuole che la paura vi divida.

Non concedetegli questa vittoria.

Vi chiedo, con le lacrime agli occhi ma con la voce ferma: siate unità. Siate Chiesa viva. Siate popolo. In questo momento, più che mai, dobbiamo stare vicini. Chi si chiude in casa e si isola regala una vittoria al male. Chi scende in piazza, chi saluta il vicino, chi partecipa alla vita della comunità, sta costruendo la diga contro l’alluvione della criminalità. La nostra risposta alla spietatezza non può essere la paura, ma una solidarietà feroce, tenace, indistruttibile.

E permettetemi, ora, una parola che non viene da me, ma che sento salire come un grido profetico dal profondo di questa terra martoriata. Una parola sferzante per chi crede di comandare con il sangue, e rassicurante per voi, popolo cassanese:

A voi che credete di poter decidere chi deve vivere e chi deve morire con un colpo di pistola, a voi che pensate di poter piegare questa comunità con la prepotenza, dico: la vostra è una vittoria di cartone. Costruite imperi sulla sabbia e sul sangue, ma la sabbia crolla e il sangue grida. Avete le armi, ma non avete il futuro. La vostra notte è lunga, ma l’alba è già scritta, e sarà la vostra fine.

E a te, popolo di Lauropoli e di Cassano, a te che porti i segni di questa terra aspra e bellissima, dico: rialzate la fronte. Non abbassare lo sguardo. Siete figli di una storia di sacrificio, di mare, di sudore e di fede. Il male fa molto rumore, ma è il bene che fa la storia. Voi siete la radice che spacca l’asfalto. Voi siete la luce che nessuna tenebra potrà mai spegnere.

Non abbiate paura. La paura è l’ombra che il male proietta, ma voi siete figli della luce.

Il vostro pastore è con voi. Non sono un osservatore distante, non sono una voce che arriva da lontano. Sono qui, con le scarpe impolverate delle vostre stesse strade, con il cuore che batte al ritmo del vostro. Condivido il vostro pianto, ma insieme a voi voglio condividere la speranza.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.