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Le infrastrutture generano altre infrastrutture: la lezione che arriva da Saline Ioniche

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SALINE IONICHE - La notizia è di quelle che fanno piacere. A Saline Ioniche, in provincia di Reggio Calabria, il Gruppo FS ha inaugurato il più grande impianto fotovoltaico ferroviario d'Italia. Quasi ventimila pannelli, 8,9 MW di potenza installata, energia pulita destinata ad alimentare direttamente la rete elettrica dei treni. Un investimento importante, che guarda alla sostenibilità, alla decarbonizzazione e all'autonomia energetica del sistema ferroviario nazionale.

È una buona notizia per la Calabria. E proprio perché è una buona notizia dovrebbe spingerci a una riflessione che va oltre l'entusiasmo del momento.

Quell'investimento non nasce per caso ma nasce perché lì esiste un'infrastruttura ferroviaria che rende quell'investimento possibile, utile e strategico. Esiste una sottostazione elettrica, esiste una linea elettrificata, esiste un sistema che può integrare immediatamente l'energia prodotta e trasformarla in un beneficio concreto per il trasporto ferroviario. Le infrastrutture, quando sono moderne, generano altre infrastrutture. È questo il vero, amaro (per noi), insegnamento della vicenda.

Se spostiamo, infatti, lo sguardo verso la Calabria del nord-est, il confronto diventa impietoso. Il punto – va da sé – non è la replicazione dell’investimento o dell’opera. Il problema è che qui, troppo spesso, mancano proprio le condizioni affinché investimenti innovativi possano anche solo essere immaginati.

Difficilmente si investe dove le infrastrutture restano ferme. Una linea ferroviaria non completamente elettrificata, senza treni a sufficienza, con standard tecnologici superati e servizi limitati, difficilmente potrà diventare il luogo in cui sperimentare nuove soluzioni energetiche, sistemi intelligenti di gestione della rete, impianti innovativi o nuovi servizi logistici. Insomma, manca la base sulla quale costruire il futuro.

Diremmo che è una questione di mentalità, prima ancora che di risorse. In territorio considerato strategico, gli investimenti arrivano in maniera progressiva. Prima si ammoderna la linea, poi si realizzano le sottostazioni, si potenziano gli impianti tecnologici, si aumentano i servizi e, successivamente, diventano naturali anche interventi come quello inaugurato a Saline Ioniche. Ogni investimento crea le condizioni per quello successivo.

Nella nostra parte di Calabria, invece, si continua spesso a discutere del minimo indispensabile che punta a mantenere ciò che esiste, ad evitare ulteriori arretramenti, a rincorrere opere che altrove sono state completate da anni. Un approccio che impedisce qualunque impulso di sviluppo.

Per questo la notizia di Saline Ioniche dovrebbe interessare anche – e soprattutto - chi vive tra Sibari, Corigliano-Rossano, Cariati, Crosia o Crotone. Per comprendere quale sia il percorso necessario, i meccanismi, la mentalità. Prima bisogna rivendicare infrastrutture moderne. Poi arriveranno le innovazioni, le tecnologie, gli investimenti... e le opportunità.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.