Email flooding, Eco dello Jonio preso d’assalto da centinaia di messaggi sul ministro Lollobrigida
Da venerdì notte a questa mattina la casella della redazione è stata investita da comunicazioni provenienti da indirizzi diversi ma con contenuto identico. La missiva riguarda il dibattito nazionale sulla normativa per l'attività venatoria
CORIGLIANO-ROSSANO - Se da un lato il DDL 1552 amplia le maglie della caccia, dall'altra gli ambientalisti hanno avviato un'azione singolare per cercare di "impallinare" (mediaticamente parlando) il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida (sostenitore della riforma della normativa sulla caccia e sulla gestione della fauna selvatica) inviando una quantità considerevole di messaggi alle redazioni giornalistiche. Tra la notte di venerdì 10 e la mattina di lunedì 13 luglio, anche la casella di posta elettronica dell'Eco dello Jonio, infatti, è stata investita da un vero e proprio caso di email flooding: un flusso massiccio e coordinato di messaggi, provenienti da mittenti diversi ma con un testo identico o sostanzialmente sovrapponibile.
In poche ore sono arrivate centinaia di email, fino a ingolfare il normale traffico della redazione e a rendere più complessa la gestione di comunicati, segnalazioni e notizie provenienti dal territorio.
La missiva, dicevamo, riguarda il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e alcune iniziative legislative nazionali in materia di fauna selvatica e attività venatoria.
Il dato rilevante è la modalità scelta per dare forza all’iniziativa. Una legittima attività di sensibilizzazione si è trasformata in un bombardamento seriale, proseguito per tutto il fine settimana e indirizzato evidentemente a una platea molto ampia di destinatari.
Tra questi anche l'Eco, individuato come uno dei canali attraverso cui portare la questione all’attenzione dell’opinione pubblica. La ripetizione continua dello stesso testo ha però prodotto l’effetto di saturare la casella, rallentando la ricezione e la verifica delle altre comunicazioni indirizzate alla testata.
La posta elettronica è tornata sotto controllo e il lavoro della redazione non si è mai fermato. Resta la portata dell’episodio: per oltre due giorni, centinaia di mittenti hanno ritenuto necessario raggiungere, contemporaneamente e ripetutamente, anche l'Eco dello Jonio con la stessa istanza rivolta alle istituzioni nazionali.