Vaccarizzo Albanese, lavori alle Poste senza fine: «Dopo l’inverno al gelo, ora l’estate sotto il sole»
La denuncia di Michele Minisci: l’ufficio postale resta nel container e la consegna slitta ancora, prima al 7 luglio e poi al 18 agosto. «Ci sentiamo presi in giro»
VACCARIZZO A. - I lavori all’ufficio postale si trasformano in un calvario per i cittadini, soprattutto per gli anziani costretti da mesi a fare la fila all’esterno, prima sotto pioggia e freddo, ora sotto il sole estivo.
A denunciare la situazione, ancora una volta, è il collega giornalista Michele Minisci, che torna a rivolgersi a Poste Italiane dopo una precedente lettera di protesta inviata nei mesi scorsi per segnalare «il gravissimo disagio e le sofferenze subite dalla cittadinanza, specialmente anziana».
Il problema riguarda i lavori di ristrutturazione della sede di Vaccarizzo Albanese. Secondo quanto riferito da Minisci, l’intervento era previsto dal 13 aprile al 13 giugno, ma i tempi sarebbero poi slittati. A fine maggio, all’ingresso provvisorio dell’ufficio-container, sarebbe comparso un avviso con nuova data di conclusione fissata al 7 luglio. Poi un ulteriore rinvio: consegna spostata al 18 agosto.
«La faccenda a questo punto sta diventando ancora più grave, rasentando la beffa», scrive Minisci, evidenziando come, dalle condizioni del cantiere, non sembrerebbe affatto certo il rispetto della nuova scadenza.
Il nodo non è soltanto il ritardo nei lavori, ma anche la gestione del servizio durante il cantiere. Minisci contesta a Poste Italiane di non aver previsto una struttura adeguata per l’utenza accanto al container destinato al personale.
«Dopo un inverno al gelo – denuncia – ora ci aspetta un’estate sotto il sole cocente, solo per una fila, una coda infinita per ritirare la pensione o compilare un bollettino postale».
Da qui le domande rivolte a Poste Italiane: chi controlla lo stato di avanzamento dei lavori? Sono previste penali per la ditta incaricata in caso di mancato rispetto dei tempi? Perché i cittadini devono continuare a subire disagi senza informazioni chiare e senza soluzioni temporanee più dignitose?
Nella lettera viene sollevato anche un ulteriore aspetto: la presunta assenza, nei pressi del cantiere, di una struttura minima per i servizi igienici destinata ai lavoratori, come un bagno chimico. «Carissime Poste Italiane – conclude Minisci – e da cittadini ci sentiamo presi in giro e siamo molto arrabbiati».
Eppure, nei piccoli centri, l’ufficio postale dovrebbe essere un presidio essenziale, soprattutto per anziani, pensionati e cittadini che ogni giorno hanno bisogno di operazioni ordinarie.