Lamezia è lontanissima: la trasferta salatissima di chi deve lasciare l'aeroporto verso la Sibaritide
Dopo il racconto del viaggio in navetta, la Sibaritide fa i conti con un'altra faccia dello stesso problema: i costi. Le simulazioni tra auto, autobus e treno raccontano un territorio che paga due volte la sua distanza dai grandi nodi della mobilità
CORIGLIANO-ROSSANO – Nella prima puntata di questo viaggio tra le due Calabrie abbiamo raccontato cosa significhi, concretamente, spostarsi da Corigliano-Rossano verso l'aeroporto di Lamezia Terme: quasi tre ore di navetta per 152 chilometri, un servizio che funziona ma che non basta a colmare i limiti di una rete viaria fragile e di un isolamento che non ci garatìntisce infrastrutture di prossimità. Oggi proviamo a rispondere a una domanda altrettanto scomoda: quanto costa, davvero, colmare questa distanza? E soprattutto, esiste un'alternativa che permetta di risparmiare tempo, denaro, o entrambi? La risposta, purtroppo, è no.
Tre opzioni, nessuna soddisfacente
Abbiamo simulato i tre principali modi per coprire la tratta Lamezia-Corigliano/Rossano, verificando prezzi e tempi di percorrenza reali.
Partiamo dal servizio che, in prossimità di ogni estate, viene promosso come la pacea di tutti i mali per "camuffare" l'importante gap infrastrutturale della Calabria, la nostra montagna in mezzo al mare, la nostra isola/penisola. UberX. La corsa privata si conferma l'opzione più rapida ma anche la più esosa: 149,24 euro per un tragitto di circa 152 chilometri. Un costo che, spalmato su un nucleo familiare o su un viaggiatore che si sposta per lavoro, incide in maniera significativa sul bilancio di un semplice spostamento verso l'aeroporto, trasformando quello che dovrebbe essere un servizio di prossimità in un lusso riservato a pochi.

Autobus. Il trasporto su gomma regionale si attesta su una spesa più contenuta, intorno ai 15 euro, ma il vantaggio economico si scontra con un'offerta di servizio del tutto insufficiente: una sola corsa giornaliera, con un tempo di percorrenza che sfiora le quattro ore e mezza. Un'unica alternativa, vincolata a un unico orario, che lascia scoperte tutte le altre fasce della giornata: chi ha un volo al mattino presto o un rientro serale non ha, di fatto, alcuna possibilità di affidarsi al bus, ed è costretto a organizzare il viaggio attorno alle esigenze del vettore e non alle proprie.

Treno. È la soluzione che, sulla carta, dovrebbe garantire il miglior compromesso tra costo e comfort, con tariffe che vanno da 15,20 a 33,30 euro. Ma è anche quella che mostra con più evidenza il paradosso di questo territorio: il numero eccessivo di cambi e le coincidenze spesso mal calibrate allungano il viaggio fino a 4-5 ore e mezza, per una distanza che in automobile si percorre (in situazioni ottimali) in un'ora e tre quarti. Un tempo di percorrenza che, su una tratta interna di appena 152 chilometri, non trova alcuna giustificazione tecnica se non nell'assenza di collegamenti diretti e nella frammentazione di un servizio ferroviario che continua a scontare decenni di mancati investimenti sulla dorsale jonica.

Insomma, un accesso difficile, costoso e fuori ogni tempo massimo. I compromessi migliori, però, in questo contesto, per superare paradossi e i soliti equilibri instabili tipici della nostra regione, rimangono l'auto privata (da lasciare in uno dei parcheggi in prossimità dell'aeroporto) ma questa è solo una soluzione per chi parte e ritorna da Lamezia, e il servizio navetta promosso dai privati e che molto spesso coprono il servizio in modo autonomo e senza sovvenzionamenti da parte dell'amministrazione pubblica.
Parliamo degli NCC (noleggio con conducente). Nella Sibaritide questo servizio lo offre l'Agenzia Andirivieni Travel che, da Giugno a Settembre, garantisce corse frequenti e quotidiane (4 volte al giorno) dalla Calabria del nord-est verso Lamezia Terme e viceversa, che con un costo medio di 34 euro, con tempi di viaggio ragionevoli, senza cambi, con mezzi nuovi e di massimo comfort. Tra l'altro, con la prenotazione diretta tramite l'agenzia, non si rischia nemmeno l'assillo delle coincidenze perché le corse sono state studiate per avere il giusto margine tra arrivo/partenza dei voli e le corse. Insomma, il giusto compromesso per riuscire a creare le giuste condizioni di continuità intermodale.

Il paradosso del viaggiatore jonico
Chi vive nella Sibaritide e deve prendere un aereo si trova quindi davanti a una scelta che non è mai davvero una scelta, pagare molto per arrivare "in fretta", pagare poco ma perdere mezza giornata, oppure affidarsi a un autobus che non sempre è disponibile all'orario necessario. Non esiste, in altre parole, un'opzione che unisca economicità, rapidità e affidabilità, è il territorio stesso, con la sua rete di collegamenti incompleta e discontinua, a imporre questo compromesso al viaggiatore.
Va detto, però, che il problema non è la singola corsa, il singolo orario, il singolo prezzo. È la somma di questi fattori a comporre un quadro strutturale, quello di un'area che continua a scontare l'isolamento che da anni accompagna il dibattito pubblico sulla Sibaritide, senza che questo si traduca in interventi tangibili e risolutivi. Mentre si discute, giustamente, della necessità di un aeroporto di prossimità per quest'area della Calabria - un tema tornato d'attualità anche nelle ultime settimane grazie anche alle battaglie condotte dell'Eco dello Jonio - resta il fatto che, oggi, chi deve volare da qui è costretto a misurarsi con un accesso allo scalo lametino che assomiglia più a una piccola odissea che non a uno spostamento ordinario.
Un costo, in tempo e in denaro, che grava ogni giorno su lavoratori, studenti, famiglie e imprenditori di un intero versante della regione. Ed è un costo che, fino a quando le infrastrutture non saranno all'altezza delle esigenze reali del territorio, continuerà a essere pagato, silenziosamente, da chi la Sibaritide la vive e la abita, ogni giorno.