Auto elettriche, nord-est calabrese quasi senza rete: colonnine pubbliche solo in 19 comuni su 58 | ELENCO
La fotografia verificabile della Piattaforma nazionale conta 148 punti di ricarica, concentrati in pochi centri. In 39 comuni non risulta alcun impianto pubblico. Cassano e Crosia le uniche con una rete ad alta potenza
CORIGLIANO-ROSSANO - La transizione energetica corre. Ma nella Calabria del nord-est rischia di fermarsi prima ancora di partire, semplicemente perché non trova una presa alla quale collegarsi.
Nei 58 comuni compresi tra Pollino, Sibaritide, Alto Jonio e Sila Greca, la più recente fotografia territoriale integralmente verificabile restituisce una rete pubblica di appena 148 punti di ricarica, distribuiti in soli 19 comuni. Negli altri 39, pari a oltre due terzi del territorio, non risulta registrato alcun punto pubblico.
Il dato proviene dalla Piattaforma Unica Nazionale, il sistema del GSE e del Ministero dell’Ambiente che censisce le infrastrutture accessibili al pubblico.
Una mappa che mostra il ritardo strutturale del territorio e la fortissima concentrazione degli impianti in pochi centri.
Il problema non è soltanto quante colonnine ci siano. È dove si trovano, quanto sono potenti e quali territori restano completamente esclusi.
148 punti, ma quasi tutti concentrati
Dei 148 punti pubblici censiti, 23 sono Slow, destinati alle ricariche più lente; 73 Quick, con potenze fino a circa 22 kilowatt; 39 Fast, oltre i 22 kilowatt; 10 HPC, tra 50 e 150 kilowatt; e appena 3 Ultra-fast, capaci di superare i 150 kilowatt.
La componente più diffusa è quindi quella Quick. Le ricariche realmente rapide e adatte anche alle lunghe percorrenze sono invece concentrate in pochissimi punti.
Corigliano-Rossano risulta il comune con il maggior numero complessivo, 19 EVSE, ma con una dotazione composta soprattutto da 13 punti Quick e 4 Slow. Soltanto 2 sono classificati Fast (tutte sull'area di Corigliano) e non risultano infrastrutture HPC o Ultra-fast.
Il primato numerico, dunque, non coincide con quello tecnologico. La rete più avanzata è quella di Cassano all’Ionio, con 13 punti: 7 Fast, 4 HPC e 2 Ultra-fast. Subito dopo Crosia, con 12 punti divisi tra 6 Fast e 6 HPC.
Cassano e Crosia concentrano, da sole, tutti i dieci punti HPC censiti nell’intero nord-est calabrese. Due dei tre Ultra-fast si trovano a Cassano, mentre il terzo risulta a Francavilla Marittima.
A Trebisacce, invece, sono censiti 10 punti, di cui ben 8 Fast. Anche Villapiana, con 6 punti tutti Fast, e Rocca Imperiale, con 5 Fast su 6 complessivi, mostrano una dotazione orientata alla ricarica più veloce.
Più tradizionale la rete presente nei comuni interni: Albidona, Canna e Firmo contano ciascuno 10 punti, quasi tutti Slow o Quick. Morano Calabro ne ha 10, con 2 Fast; Roseto Capo Spulico 10, tutti tra Slow e Quick; Castrovillari 8, senza ricariche rapide superiori ai 22 kilowatt.
Completano la mappa Laino Castello e Saracena, con 6 punti ciascuno; Civita, con 4; Alessandria del Carretto, Laino Borgo e San Lorenzo Bellizzi, con 2 punti ciascuno.
Tre comuni concentrano quasi un terzo della rete
Corigliano-Rossano, Cassano Jonio e Crosia totalizzano insieme 44 punti, quasi il 30% dell’intera dotazione territoriale.
Allargando il conto ai primi sette comuni, oltre la metà della rete risulta concentrata in una porzione molto ristretta del nord-est calabrese.
La conseguenza è una mobilità elettrica a due velocità. Nei centri meglio serviti un automobilista può trovare più alternative e, in alcuni casi, potenze adatte a soste relativamente brevi. Nei comuni scoperti deve programmare il viaggio in funzione della colonnina più vicina, spesso distante decine di chilometri.
Un limite particolarmente pesante in un territorio esteso, con comuni montani, collegamenti difficili, distanze elevate e una mobilità quotidiana ancora fortemente dipendente dall’automobile privata.
Trentanove comuni senza punti pubblici
Non risultano punti pubblici ad Acquaformosa, Altomonte, Amendolara, Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Cariati, Castroregio, Cerchiara di Calabria, Cropalati, Frascineto, Longobucco, Lungro, Mandatoriccio, Montegiordano, Mormanno, Mottafollone, Nocara, Oriolo, Paludi, Papasidero, Pietrapaola, Plataci, San Basile, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Donato di Ninea, San Giorgio Albanese, San Lorenzo del Vallo, San Sosti, Sant’Agata di Esaro, Santa Sofia d’Epiro, Scala Coeli, Spezzano Albanese, Tarsia, Terranova da Sibari, Terravecchia e Vaccarizzo Albanese.
Nell’elenco compaiono piccoli paesi dell’entroterra, ma anche centri costieri e turistici come Cariati, Amendolara e Montegiordano, oltre a comuni importanti per dimensione e servizi come Spezzano Albanese, Altomonte e Mormanno.
Una lacuna che non riguarda soltanto i residenti. La disponibilità di ricariche pubbliche è anche un fattore di accessibilità turistica. Chi viaggia con un’auto elettrica sceglie tappe, strutture ricettive e itinerari anche sulla base della possibilità di rifornirsi.
Un borgo privo di infrastrutture rischia quindi di rimanere fuori non solo dalla mobilità del futuro, ma anche da una parte crescente del mercato turistico.
Non sono 148 colonnine fisiche
Il dato deve essere letto correttamente. La Piattaforma nazionale conta gli EVSE, cioè i singoli punti ai quali può essere collegato un veicolo.
Una stazione dotata di più prese utilizzabili contemporaneamente può quindi generare più EVSE. I 148 punti non corrispondono necessariamente a 148 strutture o colonnine fisiche diverse.
Il censimento riguarda le vetture completamente elettriche e le ibride plug-in, cioè quelle che possono essere ricaricate attraverso una presa esterna. Le normali auto ibride, prive di collegamento alla rete, non utilizzano queste infrastrutture.
Anche la potenza cambia radicalmente la qualità del servizio. Un punto Slow può richiedere diverse ore per una ricarica significativa. Una stazione Fast, HPC o Ultra-fast può invece recuperare una quota importante di autonomia durante una sosta molto più breve, sempre che il veicolo supporti quella potenza.