Aeroporto di Sibari, Uva alza il tiro: dopo l'apertura del Governo provinciale subito la mozione in Consiglio
Dopo le dichiarazione dell'assessore Luigi Garofalo la minoranza minoranza non perde tempo: deposita la mozione per chiedere il reinserimento dello scalo nella programmazione regionale e nel Piano dei Trasporti
CORIGLIANO-ROSSANO - Il dibattito sull’aeroporto della Sibaritide compie un altro passo in avanti e, dalle dichiarazioni pubbliche, approda formalmente anche nelle istituzioni provinciali. Il consigliere provinciale Antonio Uva ha depositato stamani una mozione con la quale chiede che il progetto venga discusso dal Consiglio provinciale di Cosenza e che da lì si chieda formalmente di riportare l'infrastruttura nelle previsioni della programmazione del Piano regionale trasporti della Calabria.
L’atto è stato trasmesso al presidente del Consiglio provinciale con la richiesta di iscriverlo all’ordine del giorno della prima seduta utile, affinché l’assemblea possa discuterlo e sottoporlo al voto.
È un passaggio politicamente rilevante perché si inserisce in un dossier che nelle ultime settimane ha progressivamente acquisito contenuti tecnici e sostegni istituzionali.
Il sindaco di Cassano all’Ionio Gianpaolo Iacobini ha annunciato l’avvio di un percorso amministrativo legato a una possibile infrastruttura di Regional Air Mobility. Il professor Domenico Gattuso ha indicato la funzione logistica che uno scalo potrebbe svolgere in connessione con porto, ferrovia, Statale 106 e sistema produttivo. Il professor Michele Buonsanti ha aggiunto l’analisi aeronautica, richiamando l’orografia favorevole della Piana, l’utilizzo di velivoli commuter e la presenza di un’aviosuperficie già operativa.
Alle valutazioni tecniche si sono aggiunte le aperture del sindaco di Cosenza Franz Caruso e del consigliere provinciale Luigi Garofalo, che proprio ieri, in qualità di consigliere provinciale e delegato, aveva ribadito la disponibilità della Provincia ad accompagnare ogni progetto serio, credibile e sostenibile.
Ora Uva prova a trasformare questo fronte crescente in un atto politico preciso.
La richiesta alla Regione
La mozione impegna il presidente e il Consiglio provinciale a sostenere il rilancio dell’Aeroporto della Sibaritide come infrastruttura strategica per l’area ionica, la provincia di Cosenza e l’intera Calabria.
La richiesta centrale è rivolta alla Regione: reinserire il progetto nella programmazione infrastrutturale e nel Piano regionale dei Trasporti, avviando le necessarie valutazioni tecniche, economiche, finanziarie e ambientali.
Il documento non dà per scontata la realizzazione dell’opera e non propone di procedere senza verifiche. Chiede che l’ipotesi torni a essere esaminata ufficialmente alla luce delle condizioni attuali, del nuovo modello della Regional Air Mobility (RAM) e delle esigenze economiche e turistiche della Calabria ionica.
«Non si tratta – afferma Uva – di alimentare contrapposizioni tra territori né di avanzare richieste prive di una seria valutazione. Chiedo che un progetto di rilevanza strategica torni a essere oggetto di un confronto istituzionale approfondito».
Un tavolo per superare la frammentazione
L’altro punto qualificante della mozione è la richiesta di una vera cabina di regia territoriale.
Il testo propone un tavolo con Regione Calabria, Comuni interessati, parlamentari, consiglieri regionali, associazioni di categoria, organizzazioni economiche e sociali ed enti competenti. L’obiettivo è definire un percorso condiviso, sottraendo il progetto alla frammentazione politica e amministrativa che ha spesso indebolito le grandi vertenze infrastrutturali della Sibaritide.
Una volta approvata, la mozione dovrebbe essere trasmessa al presidente della Regione, al presidente del Consiglio regionale, all’assessore competente, ai consiglieri regionali eletti nella provincia di Cosenza, ai sindaci della Sibaritide, alle Camere di Commercio e alle principali organizzazioni economiche e sociali.
Il messaggio è chiaro: l’aeroporto non può essere considerato una battaglia di Cassano né l’iniziativa isolata di un singolo Comune. Deve essere valutato come possibile infrastruttura dell’intera Calabria del nord-est, collegata anche al sistema produttivo dell’Alto Jonio e del Metapontino.
Non una pista isolata, ma una piattaforma
Nella mozione ritorna la visione che ha accompagnato gli approfondimenti pubblicati in queste settimane: aeroporto, porto, ferrovia e viabilità devono essere pensati come parti di uno stesso sistema.
La Sibaritide dispone di una forte economia agricola, di una significativa capacità ricettiva, del porto di Corigliano, del patrimonio archeologico di Sibari e di un tessuto imprenditoriale diffuso. Ma questo potenziale continua a essere frammentato e penalizzato dall’assenza di una piattaforma logistica capace di collegare produzioni, mercati e flussi turistici.
«La nostra regione – sottolinea Uva – ha bisogno di una visione moderna e integrata della mobilità . Aeroporti, rete ferroviaria, porti e viabilità devono essere considerati parti di un unico sistema».
È esattamente questo il terreno sul quale si misurerà la credibilità del nuovo percorso. Non basta rilanciare la parola “aeroporto”. Occorre definire il bacino d’utenza, verificare la domanda passeggeri e merci, analizzare la sostenibilità economica, individuare il modello gestionale e chiarire il rapporto con gli scali già operativi.
Ma il conforto tecnico arrivato dagli esperti e il crescente sostegno istituzionale rendono ormai difficile continuare a ignorare il dossier.
Ora il Consiglio provinciale dovrà decidere se fare propria questa richiesta. E il territorio dovrà dimostrare di essere capace di superare diffidenze, campanili e compartimenti stagni. Sperando, ovviamente, che il consigliere provinciale Uva, nella sua proverbiale diplomazia, riesca a "strappare" una posizione sulla questione - ormai dirimente - anche all'Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano, di cui è parte integrante e attiva. Perché la terza città della Calabria nella vicenda aeroporto non può assolutamente rimanere nel ruolo di spettatore.