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Rubate nove mucche a Campana, ma a Giuseppe hanno portato via il suo mondo

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CAMPANA – Ombrosa, Rosa, Paolina. Non sono soltanto nomi scritti su un registro di stalla. Per Giuseppe erano presenze quotidiane, punti fermi, compagne silenziose di una vita costruita attorno alla cura degli animali. Nella notte tra lunedì 4 e martedì 5 maggio, in località Sorbo, nel territorio comunale di Campana, qualcuno è entrato nel pascolo della famiglia Ioverno e ha portato via nove mucche. Un furto di bestiame, tecnicamente un caso di abigeato. Ma dietro la freddezza del reato c’è una storia molto più dolorosa.

Secondo quanto riportato nella denuncia presentata alla Stazione dei Carabinieri di Campana, il pascolo si trova in via Sila, in località Sorbo, su un’area di circa sessanta ettari, completamente recintata con rete metallica. All’ingresso è presente un cancello metallico che, come riferito dal denunciante Alberto Ioverno, solitamente viene chiuso con un filo metallico.

Il controllo precedente era stato effettuato nel pomeriggio del 4 maggio, intorno alle 18. In quel momento il cancello risultava regolarmente chiuso e tutti i capi di bestiame erano presenti. La mattina successiva, intorno alle 8, durante il consueto giro di verifica, la scoperta: il cancello era aperto e una parte della rete metallica era stata tagliata. Dopo un rapido controllo, la famiglia ha accertato la sparizione di nove capi di bestiame, tutti identificati con matricola.

Fin qui la denuncia. Ma questa non è soltanto una vicenda di cronaca rurale. È una ferita che colpisce in modo particolare Giuseppe, 44 anni, neurodivergente, per il quale la cura quotidiana degli animali rappresentava equilibrio, sicurezza, abitudine, relazione. Quelle mucche non erano soltanto patrimonio familiare o attività agricola: erano parte della sua giornata, del suo linguaggio affettivo, del suo modo di stare nel mondo.

A raccontare questa dimensione umana è l’associazione Unici Diversi Uguali con il presidente Francesco Galati, che ha lanciato un appello pubblico chiedendo la restituzione degli animali. «Per molti sono solo nomi su un registro – scrive l’associazione – ma per Giuseppe erano il centro del mondo. A lui hanno tolto molto di più: gli hanno sottratto la sua routine, la sua sicurezza, il suo sogno di vita».

L’appello è rivolto direttamente a chi ha compiuto il gesto: guardare oltre il valore economico del bestiame e comprendere il danno umano provocato. «Dietro quel furto – si legge ancora – c’è un uomo che oggi non capisce perché il suo mondo sia sparito. Vi chiediamo un sussulto di coscienza: restituite quelle mucche».

Una richiesta semplice, disperata e profondamente umana. Perché in questa storia non c’è solo una recinzione tagliata, un cancello aperto, nove matricole scomparse e una denuncia formalizzata. C’è la fragilità di una persona che aveva trovato negli animali un ordine possibile, una forma di serenità, una ragione quotidiana per sorridere. E c’è una comunità che ora può fare la propria parte: condividere l’appello, segnalare eventuali movimenti sospetti, non lasciare sola una famiglia colpita non solo nei beni, ma negli affetti.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.