Giornata mondiale della salute, l’Olio EVO torna protagonista: “È una scelta quotidiana che incide sulla vita”
Dalla prevenzione cardiovascolare alla dieta mediterranea: dall’Extravergine d'oliva alla cultivar “La Dolce” di Rossano, quando la salute passa anche dal territorio
CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un gesto quotidiano che sembra banale, ma che può cambiare la salute nel tempo. È quello di scegliere cosa portare a tavola.
E domani (7 apriel), nella Giornata Mondiale della Salute, torna al centro una certezza: l’olio extravergine di oliva non è solo cultura, è prevenzione.
Il 7 aprile, data simbolo promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, riaccende i riflettori su un tema che riguarda tutti: quanto incidono le abitudini alimentari sulla qualità della vita. E la risposta, ormai, è sempre più netta.
Dentro questa riflessione, l’olio EVO occupa un posto centrale.
Non è solo uno degli ingredienti base della dieta mediterranea, ma uno dei suoi pilastri più solidi. Numerosi studi scientifici lo confermano: il consumo regolare di olio extravergine di oliva aiuta a proteggere il sistema cardiovascolare, grazie all’elevata presenza di grassi monoinsaturi, in particolare l’acido oleico, che contribuisce a mantenere in equilibrio i livelli di colesterolo.
Ma non è tutto.
A fare la differenza sono anche i polifenoli, potenti antiossidanti naturali che contrastano lo stress ossidativo e supportano i meccanismi di difesa dell’organismo. Tradotto: non si tratta solo di nutrirsi, ma di proteggersi.
Ed è qui che il discorso si radica anche nel territorio.
Perché parlare di olio extravergine in Calabria significa parlare di identità produttiva. Nella Calabria del nord-est, una delle espressioni più autentiche è rappresentata dalla cultivar “La Dolce” di Rossano, una varietà storica che racconta un modo di fare olio legato alla qualità e alla tradizione. Tra i produttori che ne custodiscono il valore ci sono i Fratelli Renzo, realtà che negli anni ha contribuito a valorizzare questa produzione, portando avanti un modello che tiene insieme territorio, cultura agricola e attenzione al prodotto.
È qui che la teoria incontra la pratica.
Perché l’olio extravergine non è più soltanto un simbolo della dieta mediterranea, ma diventa uno strumento concreto di salute che parte dalla terra e arriva sulla tavola. E la qualità – come ricordano gli operatori del settore – non è un dettaglio, ma la condizione necessaria perché questo alimento mantenga intatte le sue proprietà.
“La qualità dell’olio extravergine di oliva è strettamente legata non solo al gusto, ma anche alla sua funzione nutrizionale – spiega il presidente di AIFO, Alberto Amoroso – Per questo è fondamentale informare i consumatori e rafforzarne la consapevolezza. Solo così si può comprendere davvero il valore di una dieta sana ed equilibrata”.
Il punto, quindi, non è solo cosa si mangia, ma come si sceglie.
Origine del prodotto, filiera, modalità di consumo: ogni elemento incide. Ed è proprio su questi aspetti che si gioca la vera sfida della prevenzione, quella che passa dalle abitudini quotidiane e dalla capacità di riconoscere la qualità.
La Giornata Mondiale della Salute, allora, non è solo una ricorrenza. È un promemoria.
Perché a volte il benessere non nasce da grandi rivoluzioni, ma da scelte semplici. Anche da un filo d’olio.