Extravergini, la Sibaritide è la capitale dell’olio: pioggia di premi per l'EVO autoctono. La "rotta Gallo" funziona
C’è il Tappo Oro del Frantoio Figoli tra i Grandi Oli Slow 2026 e la Gold Medal al Biol. Sei extravergini premiati nella Sibaritide, tre nel territorio jonico. La qualità come unica strada per competere, crescere e resistere sui mercati
CORIGLIANO-ROSSANO – La Calabria dell’olio di qualità si prende la scena nella Guida Slow Food 2026 e lo fa con numeri che raccontano una crescita ormai strutturale. Sono sei gli extravergini premiati nella Sibaritide, di cui tre prodotti nel territorio di Corigliano-Rossano, su 142 oli selezionati tra 766 aziende recensite e 1.211 Evo segnalati in tutta Italia.
Un risultato che, da una parte, «gratifica e ripaga gli sforzi messi in campo dai produttori» e, dall’altra, conferma che «non esiste alternativa all’ambizione alla qualità» come leva competitiva per lo sviluppo, in linea con quanto più volte sottolineato dall’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo.
Figoli tra i protagonisti: Grande Olio Slow e Premio internazionale Biol
Tra i protagonisti di questa stagione di riconoscimenti c’è Tommaso Figoli, amministratore della storica azienda di Corigliano-Rossano. Il suo extravergine Tappo Oro entra tra i Grandi Oli Slow 2026 – la premiazione è prevista iol prissimo 11 aprile a Torri del Benaco – e conquista anche la Gold Medal al BIOL 2026, il premio internazionale per il miglior extravergine biologico, assegnato nei giorni scorsi a Bari.
L'appello di Figoli: “Preferire EVO di qualità nelle mense”
«Vogliamo e dobbiamo condividere questo traguardo – sottolinea Figoli – perché c’è bisogno dell’impegno di tutti: produttori, istituzioni, scuola, ristorazione, università e welfare».
E rilancia una sfida che è prima di tutto culturale: «Siamo a un punto di non ritorno. Dobbiamo promuovere ogni giorno la preferenza degli extravergini regionali di qualità, soprattutto nelle mense scolastiche e ospedaliere, dove oggi i nostri prodotti latitano». Per Figoli, infatti, si tratta di «una missione etica, di educazione alimentare e di prevenzione sanitaria», che passa anche dal superamento «della narrazione fuorviante del prezzo basso», spesso dominante nella grande distribuzione.
Non solo qualità: oli che raccontano territori e identità
I riconoscimenti di Slow Food e Biol non premiano soltanto le caratteristiche organolettiche, ma individuano oli capaci di raccontare territori, valorizzare cultivar autoctone e adottare pratiche sostenibili.
L’ingresso del Tappo Oro nella Guida agli Extravergini 2026 conferma così il valore della Sibaritide – e di Corigliano-Rossano – come uno dei territori olivicoli di maggiore pregio in Calabria, capace di competere stabilmente nei contesti di eccellenza nazionale e internazionale.