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34 anni dalla Strage di Capaci, il Centro Studi La Pira ricorda Falcone

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CASSANO JONIO - Il 1992 resta uno degli anni più bui della storia repubblicana. Il 23 maggio, allo svincolo di Capaci, circa 500 chili di tritolo fecero saltare in aria l’auto su cui viaggiavano Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, preceduti dagli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Una strage che segnò per sempre l’Italia e che ancora oggi continua a interrogare coscienza civile, istituzioni e comunità.

A ricordare il valore del magistrato siciliano è Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi Giorgio La Pira di Cassano all’Ionio. «Falcone – afferma – fu uno dei primi a identificare Cosa nostra come vera e propria organizzazione criminale, smascherandone le fitte trame attraverso un lavoro meticoloso di indagini accurate, condiviso con il pool antimafia».

Un lavoro che trovò il suo punto più alto nel maxiprocesso del 1986, con la condanna di centinaia di imputati legati a Cosa nostra, tra boss, capi mandamento e figure di collegamento con ambienti economici e politici. Per Garofalo, però, la grandezza di Falcone non sta solo nei risultati giudiziari, ma nel metodo.

«L’importanza che Giovanni Falcone ha saputo conquistare nella storia dei nostri tempi – sottolinea – è soprattutto nel grande sforzo di intelligenza delle cose. Questo sforzo ha segnato il suo essere magistrato».

Il ricordo di Capaci, quindi, non può ridursi a una commemorazione rituale. Deve diventare esercizio di memoria attiva, capace di restituire alla società i valori incarnati da Falcone: rigore, coraggio, studio, senso dello Stato e responsabilità collettiva.

«La memoria – rimarca Garofalo – è anche la riappropriazione da parte della gente dei valori che Falcone rappresentò. Il ricordo è la dimostrazione di una consapevolezza ormai diffusa: la lotta alla mafia, per risultare alla lunga vincente, non può essere solo delegata all’impegno istituzionale di magistrati e Forze dell’Ordine».

È questa, secondo il presidente del Centro Studi La Pira, una delle intuizioni più profonde lasciate dal magistrato: la legalità non vive soltanto nei tribunali, nelle indagini o nelle sentenze, ma nella capacità delle comunità di riconoscere la mafia come negazione della libertà, della giustizia e della dignità umana.

A oltre trent’anni dalla strage di Capaci, il nome di Giovanni Falcone continua così a parlare al presente. Non come icona immobile, ma come richiamo quotidiano a non delegare, non rimuovere, non abituarsi. Perché la memoria, quando è vera, non consola soltanto: chiede impegno.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.