Santa Croce, ancora un incidente sulla SP 184: strada senza sicurezza, l’allarme non si ferma
Ne avevamo già parlato nelle scorse settimane, ma nulla è cambiato: un’auto finisce in una scarpata lungo la Strada Provinciale 184, in contrada Santa Croce a Corigliano-Rossano. Cresce la richiesta di interventi urgenti
CORIGLIANO-ROSSANO - A distanza di poco tempo dal nostro precedente approfondimento, torniamo ad accendere i riflettori sulla pericolosità della Strada Provinciale 184, nel tratto che attraversa contrada Santa Croce, nel territorio di Corigliano-Rossano.
Un tema che avevamo già affrontato, raccogliendo le segnalazioni e le preoccupazioni dei residenti, rimaste però senza risposte concrete.
Nei giorni scorsi – circa una decina – si è verificato un nuovo incidente, che solo per una fortunata coincidenza non ha avuto conseguenze gravi.
Un’autovettura, a causa di un attimo di distrazione ma anche delle condizioni poco sicure della strada, è uscita fuori carreggiata, finendo in una scarpata. Un episodio che riporta con forza l’attenzione su una situazione già più volte denunciata e mai realmente risolta.
Le criticità restano le stesse: scarsa illuminazione, con tratti completamente al buio; guardrail assenti o inadeguati, soprattutto nelle curve più pericolose e a ridosso delle scarpate; segnaletica insufficiente o poco visibile, che non consente agli automobilisti di percepire tempestivamente i punti critici.
Una combinazione di fattori che, anche in presenza di una minima distrazione, può trasformarsi in un serio pericolo. I residenti di contrada Santa Croce tornano a chiedere con forza interventi immediati. Non si tratta più solo di prevenzione, ma di sicurezza concreta per chi percorre ogni giorno la SP 184, un’arteria che continua a presentare evidenti carenze strutturali.
L’appello è chiaro: potenziare l’illuminazione pubblica, migliorare la segnaletica e installare guardrail adeguati lungo i tratti più esposti, in particolare nelle curve più insidiose. Perché quanto accaduto rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme. E questa volta, ignorarlo, potrebbe avere conseguenze ben più gravi.