Le reliquie di San Francesco arrivano in Cattedrale: coinvolti studenti del liceo per l’VIII Centenario - VIDEO
La Diocesi ha accolto in Cattedrale le reliquie di San Francesco d'Assisi, tappa della Peregrinatio verso il Giubileo 2026 indetto da Papa Leone XIV, coinvolgendo gli studenti del liceo in un incontro letterario incentrato sulla figura del santo
CORIGLIANO-ROSSANO – L’Arcidiocesi di Rossano-Cariati ha accolto le reliquie di San Francesco d'Assisi nel cammino verso l’VIII Centenario del Transito del Santo, inserito nel “Particolare Anno di San Francesco” indetto da Papa Leone XIV con indulgenza plenaria. Dopo l’apertura del Giubileo a Terranova da Sibari lo scorso 11 febbraio, presieduta dall’arcivescovo Maurizio Aloise alla presenza del Ministro Provinciale di Calabria fra Mario Chiarello, del Padre Guardiano fra Gaetano e del Padre Parroco fra Gaetano Paolo, la Cattedrale ha ospitato una tappa della “Peregrinatio Terra del Transito”, tra preghiera, testimonianze e un momento di approfondimento culturale con gli studenti del liceo. L’iniziativa rientra nel programma di pellegrinaggio che sta attraversando le diocesi calabresi con la reliquia della Terra del Transito, il luogo in cui il Santo fu deposto e in cui concluse la sua vita terrena.
Questa mattina, in Cattedrale, gli studenti del liceo insieme ai docenti e gli amici della letteratura classica, si sono ritrovati per dare vita ad un incontro letterario, incentrato sulla figura del santo che emerge dai testi più importanti del panorama culturale e della sua capacità di parlare ancora oggi, a 800 anni dalla morte.
L’arcivescovo monsignor Maurizio Aloise ha sottolineato il significato ecclesiale dell’evento: «In questi giorni la comunità diocesana di Rossano-Cariati vive un momento importante con l’arrivo delle reliquie del transito di San Francesco. È un anno di grazia, preparato dalle tappe precedenti che hanno ricordato gli 800 anni trascorsi da quegli eventi che hanno segnato la sua vita e quella della famiglia francescana, ma anche della Chiesa intera».
«Quest’anno – ha aggiunto – ricorrono gli 800 anni del transito del Serafico Padre Francesco. In un contesto di fede, il giorno della morte non è solo un distacco umano, ma il giorno della nascita al cielo. Per questo la famiglia francescana ha organizzato eventi in tutto il mondo. La reliquia, il luogo dove Francesco chiese di essere deposto nudo sulla nuda terra, rappresenta per noi un segno forte: è il seme che, piantato nella terra, continua a germogliare ancora oggi a distanza di secolo».
L’Arcivescovo ha poi evidenziato la partecipazione della diocesi e il valore pastorale dell’iniziativa: «Sono stati giorni intensi. Abbiamo incontrato i bambini, i ragazzi, gli ammalati in ospedale. È stata quasi una restituzione di visita da parte di uno dei santi più amati al mondo. Sono lieto di quanto vissuto e sono certo che questo pellegrinaggio abbia segnato la vita della nostra Chiesa».
Anche padre Francesco Alfieri ha richiamato il significato del Giubileo francescano e la dimensione spirituale del transito: «Il 3 ottobre 2026 ricorrono gli 800 anni del passaggio di Francesco da questo mondo al Padre. Lui ha vissuto la morte come un incontro, preparato da un dialogo continuo con il Signore. La sua vita è stata una ricerca costante, un cammino di fiducia».
Rievocando un episodio della tradizione francescana, ha ricordato: «A frate Masseo che gli chiedeva perché tutti lo seguissero, Francesco rispose che Dio aveva scelto ciò che era più insignificante affinché tutto il bene fosse rimandato a Lui. La sua grandezza sta qui: nell’indicare la presenza di Dio nel suo essere ultimo tra gli ultimi».
«La reliquia della terra del transito – ha concluso – è un segno semplice, ma racconta la fiducia di un uomo che si è abbandonato al progetto di Dio. Francesco muore cantando. È un messaggio attuale, imparare a fidarsi e a vivere la vita come cammino verso la pienezza, anche nelle difficoltà quotidiane».
La reliquia ha consegnato alla comunità un segno concreto che è il messaggio di San Francesco d'Assisi, il quale continua a interrogare credenti e giovani, parlando di fiducia, essenzialità e speranza. Un passaggio che non si esaurisce con il pellegrinaggio, ma che apre un cammino destinato a proseguire nel tempo.