Studenti in esilio da oltre un anno: il Liceo Bruno ancora senza una data di rientro
Nove classi del liceo scientifico Fortunato Bruno di Corigliano-Rossano continuano a fare lezione in una sede provvisoria. La denuncia del Movimento Risveglio Cittadino che attacca la Provincia: «Mancano trasparenza e risposte chiare»
CORIGLIANO-ROSSANO - Da oltre un anno e mezzo nove classi del liceo scientifico Liceo Scientifico Fortunato Bruno di Corigliano-Rossano, indirizzo scienze applicate, vivono una condizione di precarietà che rischia di diventare normalità. Gli studenti delle classi 1D, 1E, 2D, 2F, 3C, 4C, 4D, 5D e 5C sono infatti costretti a svolgere le attività didattiche in una sede provvisoria, presso l’istituto tecnico per geometri, a causa di lavori di ristrutturazione della loro scuola per i quali, ad oggi, non è stata indicata una data certa di conclusione.
Una situazione definita «grave e inaccettabile» dal Movimento Risveglio Cittadino, che in un comunicato punta il dito contro la gestione dell’edilizia scolastica provinciale. «Pensavamo che la mancanza di trasparenza fosse un vizio della vecchia politica – afferma il presidente Giuseppe Cimino – ma siamo costretti a ricrederci».
Nel mirino del movimento finisce l’attuale amministrazione provinciale guidata dal presidente facente funzione, Giancarlo Lamensa, accusata non solo di ritardi nei lavori ma soprattutto di non fornire informazioni chiare a studenti e famiglie. Un atteggiamento che, secondo Risveglio Cittadino, segna una netta discontinuità rispetto alle precedenti gestioni, quando – viene ricordato – fu dimostrata maggiore attenzione per la scuola pubblica e il patrimonio edilizio scolastico.
«La politica è una cosa seria e dovrebbe occuparsi delle persone, non inseguire consenso sui social – si legge nella nota – mentre Corigliano-Rossano, in questi anni, non ha visto opere tangibili ma solo una gestione percepita come distante dai bisogni reali della comunità».
Al di là dello scontro politico, resta però il nodo centrale: le ricadute quotidiane sugli studenti. I disagi non sono solo logistici, ma anche sociali, psicologici e didattici. Decine di ragazze e ragazzi si sentono privati del diritto a una vita scolastica stabile e pienamente integrata, mentre altrove – osserva il movimento – le scuole investono in innovazione, servizi e competenze legate al mondo digitale e all’intelligenza artificiale.
La domanda, semplice e ancora senza risposta, continua a riecheggiare tra i corridoi della sede provvisoria: quando potranno tornare nella loro scuola? Finché non arriverà una data certa, per questi studenti l’anno nuovo rischia di assomigliare fin troppo a quello vecchio.