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Bravi a chiedere ma incapaci di fare: a Co-Ro gli incivili non vanno in vacanza

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CORIGLIANO-ROSSANO – Se da un lato si celebrano i traguardi raggiunti attraverso il nuovo sistema di raccolta differenziata grazie al porta a porta spinto, la cui campagna è partita lo scorso 1° maggio, dall’altro si continua a registrare una massiccia presenza di rifiuti e ingombranti su tutto il territorio di Corigliano-Rossano.

Ad essere fortemente interessate sono le aree periferiche e le zone premontane che si riempiono di oggetti e spazzatura, rendendo sempre più evidente il grado di inciviltà e di mancanza di sensibilità nei confronti della tutela ambientale che caratterizza parte della cittadinanza.

La situazione appare piuttosto critica perché, come sappiamo, la maggior parte dei rifiuti abbandonati può rappresentare un pericolo per le persone e per l’ambiente circostante. Eppure, oltre al sistema di raccolta avviato, esistono i centri di raccolta (o isole ecologiche) che ritirano gratuitamente ogni sorta di rifiuto speciale ed ingombrante che non può essere conferito normalmente. Mobili, elettrodomestici, plastiche, la carcassa di un auto. Sono questi alcuni degli oggetti avvistati nelle campagne che deturpano il paesaggio e danneggiano il territorio.

Potrebbe apparire forzato, ma la riflessione sulla condotta di chi viola una regola va ben oltre i soliti cliché sul rispetto delle norme. È l’esempio paradigmatico di ciò che siamo. Spesso – sempre, in realtà, e giustamente – lamentiamo la mancanza di servizi e di strumenti utili a vivere una vita dignitosa ma quando veniamo messi di fronte alla possibilità di dimostrare senso civico, contribuendo in maniera attiva al cambiamento, ci tiriamo indietro dimostrando la nostra inadeguatezza.

Dovremmo iniziare a comprendere che una società sana e a misura d’uomo si realizza solo se tutti i componenti contribuiscono, con il loro impegno in difesa del bene comune, a renderla tale. È assurdo pensare che una comunità possa raggiungere degli standard accettabili di civiltà solo attraverso l’erogazione di servizi da parte degli enti - e il problema dei rifiuti ne è un esempio – senza che ciascuno faccia la propria parte. In questo modo si perde di vista l’aspetto partecipativo del vivere civile e in comunità. Esternare il dissenso reclamando i propri diritti violati e poi dar prova dell’incapacità di sfruttare ed usufruire di un servizio svela tutta l’ipocrisia che caratterizza il cittadino medio. Rivela ciò che siamo: bramosi nel richiedere e avidi nel concedere.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.