13 ore fa:Incendi nel Pollino e nell'Alto Jonio, FdI Cassano: «Serve rafforzare prevenzione e monitoraggio»
13 ore fa:Migrazioni e dignità umana, a Spezzano Albanese una serata tra parole e musica
13 ore fa:Cosimo Bianco di Rocca Imperiale entra nell'Alleanza dei Cuochi
10 ore fa:Incendi nel Pollino, Rosa: «Calabria Verde e Protezione Civile impegnate senza sosta»
10 ore fa:CISL Cosenza, nominati i nuovi responsabili territoriali e dell'Ufficio Vertenze
12 ore fa:Incendio minaccia Lauropoli: fiamme verso il centro abitato, il sindaco chiede massima collaborazione
10 ore fa:Paura nei cieli della Sila: Canadair perde un motore durante la missione antincendio
11 ore fa:Cariati, dalla Regione 450 mila euro per due progetti dedicati ad ambiente ed economia circolare
12 ore fa:"Cinema sotto le Stelle", al via la rassegna estiva del WWF Calabria Citra a Torre Sant'Angelo
14 ore fa:"Prove di Volo", ad Anffas Corigliano-Rossano proseguono i percorsi per l'autonomia delle persone con disabilità

Spoke Co-Ro, verso un nuovo stop degli interventi: mancano anestesisti

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Un gioco perverso, un cane che continua a mordersi la corda senza soluzione di continuità. Appena ieri avevamo dato la bella e attesa notizia sulla ripresa degli interventi elettivi (programmati) nell’unità operativa di Ortopedia dell’ospedale spoke “Giannettasio” di Corigliano-Rossano (leggi qui). Puntuale, oggi, arriva un segnale che suona subito come uno stop, una frenata sulla ripresa della normalità sanitaria nel grande nosocomio ionico.

È di stamane una comunicazione del direttore facente funzioni dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione, Gerardo Montillo, al direttore sanitario del presidio che, di fatto, porta tutti nuovamente con i piedi per terra. Anzi, sottoterra, perché il “Giannettasio” e il “Compagna” restano un pantano di sabbie mobili.

Cosa è successo? Gli anestesisti, infatti, rimarcano – qualora ce ne fosse stato bisogno – la carenza ormai cronica di personale medico che proprio dalla fine del mese potrebbe peggiorare. E questo, perché l’azienda sanitaria di Cosenza, non avrebbe ancora rinnovato i contratti con i liberi professionisti (2 a Corigliano e 1 a Rossano) in scadenza il 31 marzo.

Senza la consapevolezza di avere in organico questo personale, che già di per sé restituirebbe un quadro deficitario del personale, risulterebbe impossibile programmare qualsiasi attività chirurgica.

Al momento negli ospedali spoke di Corigliano-Rossano, sono operativi 9 anestesisti/rianimatori effettivi (3 al “Compagna” e 6 al “Giannettasio”) più 3 liberi professionisti esterni. Nel totale 12 unità, con copertura di turni h24 spalmati su sette giorni lavorativi. Una miseria, se si pensa al carico e la mole di lavoro alla quale sono costretti gli anestesisti/rianimatori (senza la loro presenza non potrebbe reggersi in piedi un presidio di emergenza/urgenza) ma soprattutto se si considera che questa forza lavoro assegnata agli ospedali spoke di Corigliano-Rossano è divisa in due distinti blocchi ospedalieri che, purtroppo, rimangono a se stanti. Perché ancora nessuno trova il coraggio di organizzare gli ospedali destinando in uno l’area medica e nell’altro quella chirurgica e dell’emergenza urgenza.

Finché le cose rimarranno così sarà difficile trovare una quadra di efficienza alla sanità pubblica nella Sibaritide. Anche le promesse e l’impegno della direzione generale dell’Asp potrebbero risultare nulli con questo stato di fatto. Perché i medici non basteranno mai. Soprattutto quelli da destinare ad un reparto così delicato come anestesia e rianimazione: specialisti ce ne stanno pochi, concorsi non se ne fanno e si rincorre sempre l’emergenza, con i costi elevatissimi che questa produce.

Così siamo all’oggi e alla comunicazione con la quale il dottore Montillo, evidentemente anche a seguito dell’articolo pubblicato ieri dalla nostra testata, avverte il direttore dell’ospedale: «In merito alla nota e persistente carenza di medici specialisti in anestesia e rianimazione – si legge nella comunicazione interna – le richieste di consulenze ed interventi anestesiologici/rianimatori devono essere appropriate rispetto all’effettiva gravità dei pazienti». Vale a dire, “non chiedeteci la luna perché siamo pochi, saremo di meno e non possiamo darvela!”.

Insomma, l’ennesima resa dei conti è servita. Ora bisognerà capire come si riuscirà a risolvere la questione, che è semplice e diretta: serve assumere nuovi medici. Non è semplice ma necessario. Al momento, però, è notte fonda.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.