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Il nuovo ospedale della Sibaritide “cresce” in un’officina veneziana

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CORIGLIANO-ROSSANO – Per l’ospedale della Sibaritide sembra davvero essere la volta buona. I lavori proseguono secondo cronoprogramma e anche i cavilli burocratici, che su un cantiere strategico sono all’ordine del giorno e che un tempo avrebbero fatto arenare le procedure di realizzazione di quest’opera, si superano con una certa normalità. Ormai è chiaro: l’obiettivo della Regione Calabria è quello di concretizzare l’opera e renderla disponibile al sistema sanitario nel più breve tempo possibile. Anche perché con un nuovo ospedale unico a servizio della città e del territorio si supererebbe per sempre quella «disorganizzazione violenta» che attanaglia i due presidi spoke di Corigliano-Rossano.

Nei giorni scorsi, siamo stati i primi ad avere la possibilità di entrare all’interno del cantiere (guarda qui il servizio) per testimoniare lo stato di avanzamento dei lavori. Accompagnati da Domenico Petrone, project manager dei lavori e referente del concessionario, concessionaria dell’opera, siamo andati nel cuore dei lavori costatando lo stato di avanzamento della costruzione.

Costruzione che, per come confermatoci dallo stesso ingegnere Petrone, sta prendendo vita a centinaia di kilometri della base logistica sulla quale sorgerà il nuovo ospedale della Sibaritide, attraverso la realizzazione dei moduli che comporranno la struttura. E a proposito, siamo andati a Noventa di Piave, nel profondo nord-est dell’Italia, in provincia di Venezia, dove opera la Tecnostrutture una delle aziende europee leader nella realizzazione di manufatti civili attraverso il sistema New performance system (Nps).

Ed è proprio qui, negli stabilimenti di Tecnostrutture, che in questi giorni tecnici e operai sono impegnati a realizzare le componenti dello scheletrato dell’ospedale di Insiti che presto vedremo innalzarsi sullo skyline della Sibaritide e di Corigliano-Rossano. «Il corpo del nuovo ospedale – ci aveva raccontato il project manager Petrone nel corso della nostra visita sul cantiere – lo vedremo elevarsi nell’arco di pochissimo tempo. E questo perché buona parte della struttura è in prefabbricazione». I tempi sembrano essere ormai maturi. Sarà questione di qualche altra settimana prima di veder spuntare dal terreno i primi piani del palazzo sanitario. Uno scadenziario puntuale in linea anche con il cronoprogramma stabilito dalla Regione Calabria, per la quale la struttura dovrebbe essere pronta per il collaudo entro i primi giorni di dicembre 2023 (leggi qui la notizia).

«Certamente – ci aveva detto ancora Petrone – sarà una struttura moderna fornita di una tecnologia complessa». Che sfrutta, appunto, il sistema Nps. Cosa è? New Performance System è un sistema modulare completo e flessibile sviluppato appunto da Tecnostrutture. Si compone di travi e pilastri misti acciaio-calcestruzzo. Tutti gli elementi costruttivi contribuiscono ad un minor impatto ambientale in tutte le fasi del ciclo di vita.

Prodotti in stabilimento, gli elementi vengono montati in cantiere in totale autoportanza, eliminando la necessità di casserature e puntellazioni provvisorie. È così che si velocizza la costruzione. Insomma, una struttura leggera, sicura, antisismica e soprattutto resistente.

 

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.