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Distrutto dalle fiamme l'ulivo più antico del mondo. Anche la Grecia piegata dagli incendi

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CORIGLIANO-ROSSANO - Una faccia, una razza: loro la Madre Grecia, noi la Magna Grecia due terre divise dallo Jonio, storie millenarie diverse tra loro ma che fondano memoria nelle stesse radici. Parliamo del meridione d'Italia e della grande penisola ellenica, entrambe in questi giorni piegate dagli incendi che stanno distruggendo il ricco patrimonio boschio-culturale di queste meravigliose terre.

Per l'ottavo giorno di fila arde l’isola di Evia, seconda isola più grande della Grecia. Foreste centenarie e alberi millenari. Un olivo di 2.500 anni è partito in fumo, l’albero era così anziano, probabilmente il più antico i cui si ha memoria, che è descritto nell’antichità dal filosofo e geografo Strabone.

Il vecchio albero era situato nell’uliveto di Rovia, il suo tronco era così ampio che ci volevano dieci persone per abbracciarne la circonferenza. L’albero era tutt'ora fertile e ricco di olive pronte per essere raccolte in autunno. Ma l'incendio ha distrutto tutto, sono rimaste solo ceneri. Si poteva evitare o per lo meno mitigare questa tragedia? Molte testimonianze attestano della scarsità del supporto da parte degli organi competenti, manco di forze aeree e interventi inadeguati.

«Data l’indifferenza statale - evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti"- in molti casi sono gli abitanti e i contadini stessi che, muniti di estintori e di strumenti rudimentali, vanno incontro al fuoco e cercano di domare delle fiamme che possono superare i 30 metri». 

Nel frattempo, il prosecutore della corte suprema ha ordinato un’investigazione sull’origine dei fuochi, dato che sono giunte delle testimonianze che indicherebbero una pianificazione centrale da parte di un’organizzazione criminale.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.