15 ore fa:Don Carlo De Cadorna rivive in un'opera teatrale firmata da Allison Gallicchio
13 ore fa:Rossano, lite degenera nel sangue al Frasso: uomo accoltellato
15 ore fa:SS106, dopo la tragedia di Trebisacce il Comitato Civico attacca: “Strade insicure, tragedia annunciata
15 ore fa:Muore schiacciato dal trattore nel giorno del Primo maggio: tragedia a Spezzano Albanese
14 ore fa:Domani a Trebisacce arriva per terra e per mare "Freedom Flottilla Italia"
17 ore fa:Co-Ro, doppio record tra sport e natura: oltre 2000 presenze tra Corri e Cammina e Camminata Ecologica
1 ora fa:Corigliano Rossano tra erbacce e rifiuti: FDI denuncia incuria a ridosso dell’estate imminente
1 ora fa:Tragedia sulla SS106, il dolore di Oriolo: “Antonietta e Giuseppe simbolo di una famiglia unita”
38 minuti fa:Mirto Crosia si prepara alla 45ª Festa dell'Emigrante: tre giorni tra memoria, radici e identità
16 ore fa:Sprovieri Corigliano Volley, ultima trasferta in Sicilia: domani vietato sbagliare

Attraverso l'arte, ritrovare se stesse. Il progetto sociale nel carcere di Castrovillari

1 minuti di lettura

CASTROVILLARI - Si chiama "A casa, ritorno a sè" ed è il progetto curato dell'associazione Con i miei occhi insieme alla Casa circondariale "Rosetta Sisca" di Castrovillari dedicato alle detenute.

Il laboratorio è stato presentato in conferenza stampa nella sala conferenze del carcere di Castrovillari, insieme al direttore del penitenziario, Giuseppe Carrà, l'associazione promotrice e il centro Women's Studies dell'Università della Calabria.

Si tratta di un laboratorio di arti sceniche, finanziato dall'8Xmille della Chiesa Valdese, che si pone lo scopo di ravvivare la creatività delle donne detenute nel carcere di Castrovillari e di stimolarle nella loro femminilità.

Un progetto di sperimentazione sociale ed artistica che attraverso l'arte permette alle donne di riscoprire sé stesse e di esprimersi senza condizionamenti.

"Questo progetto, partendo dalle detenute, le porta a rivivere - ha detto il direttore Giuseppe Carrà - Iniziando da se stesse, potranno riprendere in mano la propria vita attraverso l'arte per un migliore reinserimento sociale una volta terminata la pena".

Paola Chiodi
Autore: Paola Chiodi

Curiosa, solare e precisa. Laureata in Comunicazione e Dams all'Università della Calabria, ha perfezionato gli studi con un Master in Giornalismo e Comunicazione insieme alle più grandi firme del panorama nazionale. Dal copywriting e la comunicazione per il web è entrata da subito nel mondo del giornalismo televisivo, come inviata e conduttrice di format, speciali e servizi. Si occupa di eventi culturali, per i quali è responsabile dell'ufficio stampa e cura la comunicazione istituzionale di associazioni e confederazioni nazionali. La sua più grande passione è l’arte, ma adora anche il vintage e il teatro (dalla commedia all’opera).