3 ore fa:Erosione costiera, Giudiceandrea: «La Regione sta lasciando che il mare si prenda Calopezzati»
4 ore fa:Longobucco, caso Themesen. Il Comune: «Nessuno scontro, ora bisogna salvare la stagione»
1 ora fa:Domanda Unica, Borrelli denuncia: «Assenti i codici SRB01 e SRB02, agricoltori penalizzati»
1 ora fa:Cinemadamare apre la 24ª edizione a Rocca Imperiale: il cinema internazionale torna in Calabria
3 ore fa:Le Troiane di Euripide a Schiavonea: il teatro classico arriva in piazza Santa Maria ad Nives
4 ore fa:Una pioggia di podi per la Maros: la Scuola delle Arti trionfa alla Performer Cup
9 minuti fa:A Rocca Imperiale nasce "Righe... GialloLimone", il nuovo festival dedicato al giallo e al noir
59 minuti fa:Prevenzione, al Vinitaly and the City di Sibari presentata una tecnologia per lo screening sanitario senza prelievi
5 ore fa:Rossano, le poesie nella valigia di cartone: Umberto Romano racconta il viaggio dell’anima
2 ore fa:Schiavonea, l’ultimo saluto a Grzegorz. Florea: «Non era invisibile, la sua morte è una ferita per tutti»

Attraverso l'arte, ritrovare se stesse. Il progetto sociale nel carcere di Castrovillari

1 minuti di lettura

CASTROVILLARI - Si chiama "A casa, ritorno a sè" ed è il progetto curato dell'associazione Con i miei occhi insieme alla Casa circondariale "Rosetta Sisca" di Castrovillari dedicato alle detenute.

Il laboratorio è stato presentato in conferenza stampa nella sala conferenze del carcere di Castrovillari, insieme al direttore del penitenziario, Giuseppe Carrà, l'associazione promotrice e il centro Women's Studies dell'Università della Calabria.

Si tratta di un laboratorio di arti sceniche, finanziato dall'8Xmille della Chiesa Valdese, che si pone lo scopo di ravvivare la creatività delle donne detenute nel carcere di Castrovillari e di stimolarle nella loro femminilità.

Un progetto di sperimentazione sociale ed artistica che attraverso l'arte permette alle donne di riscoprire sé stesse e di esprimersi senza condizionamenti.

"Questo progetto, partendo dalle detenute, le porta a rivivere - ha detto il direttore Giuseppe Carrà - Iniziando da se stesse, potranno riprendere in mano la propria vita attraverso l'arte per un migliore reinserimento sociale una volta terminata la pena".

Paola Chiodi
Autore: Paola Chiodi

Curiosa, solare e precisa. Laureata in Comunicazione e Dams all'Università della Calabria, ha perfezionato gli studi con un Master in Giornalismo e Comunicazione insieme alle più grandi firme del panorama nazionale. Dal copywriting e la comunicazione per il web è entrata da subito nel mondo del giornalismo televisivo, come inviata e conduttrice di format, speciali e servizi. Si occupa di eventi culturali, per i quali è responsabile dell'ufficio stampa e cura la comunicazione istituzionale di associazioni e confederazioni nazionali. La sua più grande passione è l’arte, ma adora anche il vintage e il teatro (dalla commedia all’opera).