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Alto Jonio: unione dei comuni, domina lo scetticismo

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di FRANCO MAURELLA Scetticismo ed ottimismo sono i contrastanti sentimenti che animano il dibattito tra i sindaci dei 16 comuni dell’Alto Jonio cosentino, in merito alla realizzazione compiuta dell’Unione dei Comuni, non solo e non tanto per assolvere al dettato imposto dal ministro Del Rio, quanto per garantirsi un risparmio sulle spese di gestione di alcuni servizi, pensando, anche, ai benefici economici che ne deriverebbero per i cittadini. Intanto diciamo subito che i comuni che hanno l’obbligo di unificare i servizi, ovvero quelli con popolazione inferiore ai mille abitanti, non vogliono fondersi per una questione di identità che si teme di perdere e con essa, quote di storia locale. Ben altro discorso è quello relativo all’Unione dei Comuni già costituita come La Via del Mare e che comprende i comuni costieri della fascia jonica, ovvero Amendolara, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana e, come unico comune collinare, Francavilla Marittima. C’è da dire che a seguito di una delle ultime assemblee, su proposta del presidente pro-tempore Rosanna Mazzia, sindaco di Roseto Capo Spulico, hanno chiesto di aderirvi non solo i restanti comuni dell’Alto Jonio Cosentino (Albidona, Alessandria del Carretto, Canna, Castroregio, Cerchiara, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Plataci e San Lorenzo Bellizzi) quanto anche Cassano all'Jonio per volontà del suo sindaco Gianni Papasso. «Prima di parlare e di pensare a possibili comunioni di servizi e, quindi, di conseguenti benefici per i bilanci di ogni comune oltre a quelli che ne deriverebbero ai cittadini, occorre rilanciare l’Unione dei Comuni perché è impensabile ottenere risultati se prima non si decide seriamente cosa farne». Si esprime così, in modo alquanto pessimistico, il sindaco Mazzia che pure, insieme al collega di Villapiana Paolo Montalti, è riuscita a ridare un senso ed un ruolo a La Via del Mare dopo un lunghissimo letargo durato più di un anno senza riunioni consiliari e senza alcuna attività politico – amministrativa. Forse proprio questo sforzo di riavviare il progetto di unione con risultati non proprio esaltanti, fatto salve le volontà dei sindaci esterni di volervi aderire, che rende scettica il primo cittadino di Roseto. Scetticismo esprime anche il sindaco di Rocca Imperiale Giuseppe Ranù, che riferisce come sia di primaria importanza la reale volontà di riempire di contenuti un vaso che al momento risulta essere un contenitore vuoto, che ha sì una struttura ben definita ma nessuna volontà, al momento, di avviare  progetti e programmi condivisibili e condivisi. A dimostrazione di ciò, ci sembra significativo che, dopo il riavvio dell’Unione da parte del sindaco di Amendolara Antonello Ciminelli, sia partita la proposta di fusione con il comune di Roseto. Proposta che è stata respinta dal sindaco Mazzia, convinta fautrice dell’Unione dei comuni. Se quest'ultima non si concretizza nella sua interezza, i singoli comuni continueranno a gestirsi al meglio e, per risparmiare, utilizzeranno segretari comunali, responsabili di uffici di ragioneria e tecnici, part-time, come già avviene tra Francavilla e Roseto, tra Rocca Imperiale e Montegiordano e via dicendo. Tre giorni in un comune ed altrettanti nell’altro, consentono di dividere una spesa mensile e ottenere una significativa economia.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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