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Ospedale della Sibaritide e mobilità: ora serve uno scalo ferroviario per non sprecare un’occasione

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CORIGLIANO-ROSSANO – Pensare in prospettiva per garantirsi servizi migliori e più efficienti. È ciò che potrebbe accadere se approfittassimo, oggi, dei lunghi lavori di ammodernamento della linea ferroviaria jonica – destinati con ogni probabilità a protrarsi oltre i tempi previsti – per realizzare uno scalo ferroviario a Insiti o, in alternativa, riattivare quello già esistente in contrada Sant’Irene. È questa una proposta concreta che potrebbe con forza entrare nel dibattito pubblico: dotare il costruendo Nuovo Ospedale della Sibaritide di un’infrastruttura moderna, capace di renderlo davvero accessibile a un bacino territoriale che non guardi solo a Corigliano Rossano, ma che consideri tutta la popolazione che va da Rocca Imperiale a Cariati.

Bisognerebbe infatti pensare al nuovo presidio sanitario non come a una struttura isolata, bensì come a un hub territoriale, baricentrico e integrato nei sistemi di mobilità. Un modello che potrebbe persino ispirarsi a esperienze virtuose come quella dell’Ospedale San Raffaele di Milano, collegato direttamente alla metropolitana tramite la MeLA, una navetta automatica che unisce la stazione di Cascina Gobba al complesso ospedaliero.

E proprio in questa direzione si inserisce l’appello che rivolgiamo all’amministrazione comunale, affinché si faccia promotrice di questa esigenza, portandola con forza ai tavoli istituzionali, e a tutte le istituzioni competenti – regionali e nazionali –, considerando concretamente la possibilità di realizzazione di uno scalo ferroviario in prossimità della struttura sanitaria.

Eppure, ciò che oggi appare come una proposta innovativa affonda le radici in un passato ormai dimenticato. In pochi ricordano infatti che il Nuovo Ospedale della Sibaritide, il cui iter risale al 2006, ottenne il via libera al finanziamento ministeriale anche grazie a un elemento preciso che prevedeva la vicinanza alla linea ferroviaria jonica. Un dettaglio tutt’altro che marginale, che contribuì a rendere credibile e sostenibile l’intero progetto.

All’epoca, sotto l’impulso del ministro Umberto Veronesi, prendeva forma un nuovo paradigma ospedaliero, sviluppato nell’ambito del cosiddetto “Programma Quadrifoglio”, con il contributo dell’architetto Renzo Piano. Un’idea rivoluzionaria: ospedali non più isolati, ma pienamente inseriti nel tessuto urbano, veri e propri “ospedali aperti”, connessi e accessibili.

Fu proprio questo principio di “urbanità” a convincere lo Stato della validità dell’opera che vedeva una struttura sì collocata in un’area periferica, ma strategicamente posizionata in un territorio densamente abitato, servito da infrastrutture viarie e ferroviarie.

Il rischio, sempre più concreto, è quello di ritrovarsi con una struttura moderna ma difficilmente raggiungibile. Un paradosso inaccettabile per un presidio che dovrebbe servire un’intera area vasta e rappresentare il principale punto di riferimento sanitario della Calabria nord-orientale.

Ecco perché l’idea di uno scalo ferroviario – magari integrato con un sistema di navette automatiche sul modello milanese – non è più rinviabile. Non si tratta solo di migliorare la mobilità dei cittadini di Corigliano-Rossano, ma di garantire accesso rapido e sicuro a migliaia di utenti provenienti da tutto il comprensorio.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.