Dallo spreco all’energia: Omnia e Dalmine LS sfidano la crisi partendo dal calore nascosto
In Italia si disperdono 90 TWh l’anno di energia termica. L’alleanza industriale punta a recuperarla: già tagli del 60% dei consumi di gas nello stabilimento di Potenza
ZUMPANO - L’energia che manca è spesso quella che sprechiamo. È da questa constatazione, tanto semplice quanto dirompente, che prende forma il progetto industriale messo in campo da Omnia Energia e Dalmine Logistic Solutions, nel pieno di una crisi energetica che continua a pesare sui conti delle imprese e sulle prospettive di crescita europee.
Il dato è di quelli che fotografano una contraddizione strutturale: in Italia si disperdono ogni anno circa 90 TWh di calore industriale non recuperato, mentre i costi dell’energia restano su livelli ancora molto elevati rispetto al periodo pre-2022, con il gas aumentato del 70% e l’elettricità addirittura raddoppiata. Uno scenario aggravato dalle tensioni geopolitiche internazionali, tra conflitti e blocchi strategici come quello dello Stretto di Hormuz, che continuano a rendere instabile il mercato energetico globale.
In questo contesto si inserisce l’intuizione condivisa tra la società calabrese, tra i principali player nel Mezzogiorno nel settore delle rinnovabili, e il gruppo siderurgico Dalmine LS: trasformare uno scarto in risorsa, recuperando il calore prodotto dai compressori industriali e riutilizzandolo nei cicli produttivi. «Non possiamo continuare a subire il mercato – sottolinea l’amministratore delegato di Omnia Energia Vincenzo D’Agostino – ma possiamo governarlo partendo da ciò che già abbiamo dentro i nostri processi».
Non si tratta di una teoria, ma di una soluzione già operativa. Il progetto è stato infatti applicato nello stabilimento Dalmine Logistic Solutions di Potenza, dove un’analisi energetica durata un anno ha permesso di individuare e correggere le principali inefficienze. I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan l’impatto dell’intervento: a fronte di un consumo annuo iniziale di oltre 44 mila metri cubi di gas metano, si è registrata una riduzione di circa 26.500 metri cubi, con un risparmio economico superiore ai 20 mila euro l’anno. Un taglio che consente oggi di coprire integralmente il fabbisogno termico per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria, spegnendo di fatto le caldaie tradizionali.
Il valore strategico dell’iniziativa, però, va oltre il singolo caso aziendale. Il modello è pensato per essere replicabile su larga scala, offrendo una risposta concreta a uno dei nodi centrali della transizione energetica: ridurre i consumi prima ancora di aumentare la produzione. È il principio europeo del “First Energy Efficiency”, destinato a diventare sempre più centrale nelle politiche comunitarie.
In un Paese in cui, secondo le analisi ENEA, consumi ed emissioni restano sostanzialmente stabili e la crescita delle rinnovabili procede a rilento, esperienze come questa indicano una direzione diversa: quella di una transizione energetica che non resta sulla carta, ma diventa processo industriale.
È qui che l’alleanza tra Omnia e Dalmine LS trova la sua forza: nell’incontro tra innovazione tecnologica e industria manifatturiera, tra visione e applicazione concreta. Perché la vera sfida, oggi, non è produrre più energia, ma imparare a usare meglio quella che già abbiamo.
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