Fermo pesca a Schiavonea, Abate: «Graduatorie in arrivo, chiarita la vicenda del 2022»
L’ex senatrice M5S interviene: «Nessuna inerzia del Ministero, ma un errore materiale di altra istituzione»
CORIGLIANO-ROSSANO – «Mi corre l’obbligo di precisare con certezza» lo stato dell’arte sulla delicata questione del fermo pesca che riguarda la marineria di Schiavonea. Con queste parole l’ex senatrice del Movimento 5 Stelle, Rosa Silvana Abate, interviene pubblicamente per fare chiarezza su una vicenda che ha interessato numerosi operatori del settore.
«Sto seguendo personalmente e presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste la questione dei “fermo pesca”», afferma Abate, annunciando che «a brevissimo uscirà la graduatoria del 2023, con i successivi decreti di liquidazione, e a seguire anche quella del 2022».
L’ex parlamentare entra poi nel merito della complessa situazione relativa al 2022, precisando che «ha riguardato solo la marineria di Schiavonea» e che «non è stata causata da inattività del Ministero competente bensì da un errore materiale commesso da altra istituzione coinvolta».
Una vicenda che ha richiesto un intervento diretto: «Ho dovuto ricostruire e istruire la pratica, presentando puntuali osservazioni all’avviso di archiviazione delle domande e allegando i documenti necessari», spiega Abate, evidenziando come ciò abbia consentito al Ministero «di correggere e, seguendo l’iter previsto a norma di legge, procedere all’ammissione di tutte le domande alla misura del fermo pesca dell’anno 2022».
Nel suo intervento, Abate sottolinea anche il contributo istituzionale ricevuto: «Un ringraziamento da parte della marineria di Schiavonea va al sottosegretario La Pietra, che ha dato massima attenzione alla loro richiesta di correzione, a seguito del mio puntuale e tempestivo lavoro svolto a titolo gratuito».
Infine, la precisazione sul senso della nota: «Tanto dovuto per ripristinare la verità ed evitare possibili strumentalizzazioni o intestazioni di merito», conclude, richiamando le difficoltà che il comparto della pesca sta attraversando e invitando a non «cavalcare l’onda» di una situazione già complessa per i lavoratori del settore.