Maltempo nello Jonio, accuse alla politica: «Non è la pioggia, ma anni di incuria»
Il PRC denuncia responsabilità su dissesto, infrastrutture e gestione idrica: da Sibari a Trebisacce emergenze e disagi senza risposte strutturali
CORIGLIANO-ROSSANO - Il perdurare del maltempo lungo la fascia jonica cosentina riaccende il dibattito sulla gestione politica del territorio, con il PRC Circolo “N. Converti” che denuncia responsabilità precise legate a carenze strutturali, mancata manutenzione e assenza di programmazione. «Non è certo alla pioggia che vanno addebitati danni e disagi», si legge nel comunicato, che richiama l’attenzione su una serie di criticità diffuse in diversi centri dell’area.
A partire da Sibari, dove si ipotizzano responsabilità nella gestione degli argini del Crati, nella pulizia del fiume e nelle modalità di utilizzo della diga di Tarsia, fino ad arrivare ad Amendolara, dove le gallerie della statale 106 vengono indicate come potenziali rischi per la sicurezza a causa di controlli e manutenzione ritenuti insufficienti.
La situazione si aggrava lungo il tratto compreso tra Corigliano e Cariati, dove le fiumare continuano a sommergere la statale 106, le contrade e l’area di Mirto, evidenziando, secondo il documento, l’assenza di una pianificazione efficace in materia di difesa del suolo sotto il profilo geofisico e ambientale. Nel contempo, nell’entroterra dell’Alto Jonio, le strade provinciali tornano a essere definite «trappole» per i cittadini, una condizione che viene collegata anche a scelte politiche giudicate incoerenti da parte di esponenti locali.
Il focus si concentra quindi su Trebisacce, dove viene segnalata una situazione definita «assurda»: mentre in molte aree si invoca la pioggia per contrastare la siccità, qui le precipitazioni comportano la mancanza di acqua nelle abitazioni. Una criticità che, secondo quanto riportato, potrebbe essere stata aggravata anche dai recenti lavori legati alla nuova statale 106 e dalle condizioni dei pozzi attualmente in uso. «Un problema serio, degno di azioni mirate e del giusto tempo per pensare e progettare», evidenzia il comunicato, che richiama la necessità di interventi strutturali e di una pianificazione adeguata. Non mancano, inoltre, critiche all’atteggiamento della maggioranza politica locale, accusata di chiusura rispetto al confronto, anche nei confronti di realtà come il Laboratorio “Sinistra al Quadrato”.
«Sarebbe il caso di aprirsi al dialogo, ne va della serenità della gente», si legge ancora, sottolineando la necessità di un clima più collaborativo. Il quadro delineato restituisce l’immagine di un territorio alle prese con emergenze ricorrenti e con risposte ritenute insufficienti, mentre «ognuno si affida alla buona sorte sia dove si allagano e sia dove devono lavarsi a secco», in un contesto che evidenzia una crescente distanza tra cittadini e istituzioni.