Salviamo i giganti di Cozzo del Pesco, il Wwf Co-Ro avvia la raccolta fondi per preservare l'Oasi
«Tutti i donatori avranno scolpito il loro nome in una targa affissa in quei luoghi come simbolico ringraziamento per aver fatto tanto e partecipato al salvataggio dei Giganti di Cozzo del Pesco. Un gesto nobile che servirà a conservare un centinaio di "monumenti" arborei ultracentenari»
CORIGLIANO-ROSSANO - Il maltempo dei giorni scorsi ha abbattuto il più maestoso dei "Giganti di Cozzo del Pesco" (ne avevamo parlato qui). Da questo increscioso episodio nasce un'idea di rilancio di questa Oasitanto preziosa, sostenuta dal Wwf di Corigliano-Rossano.
«Tra l'indifferenza e l'incuria - si legge nella nota stampa - il Wwf ha denunciato sui social la "caduta" del più maestoso dei "Giganti di Cozzo del Pesco", il castagneto millenario più imponente d'Europa che domina – forse sarebbe meglio utilizzare il tempo imperfetto, dominava – la montagna rossanese. Il nostro collaboratore, Flaviano Lavia, nell'effettuare, domenica scorsa, un primo sopralluogo dopo la firma della convenzione per la gestione dell'area, sottoscritta solo da pochi giorni tra il Wwf Corigliano Rossano Calabria Citra ed il Comune di Corigliano Rossano per l'istituzione dell'Oasi Wwf, ha dovuto prendere atto dello stato di degrado ed abbandono, già noto, a cui si sono sommati ingenti altri danni, causati da eventi atmosferici particolarmente severi come vento forte e neve».
«Per questi motivi ci appelliamo al Ministero dell'Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, alla Regione Calabria, a Calabria Verde, al Comune di Corigliano-Rossano, un impegno concreto affinché al più presto si proceda al risanamento ed alla messa in sicurezza dell'Oasi, per consentire al Wwf di redigere al meglio un piano di gestione sulla base di criteri tecnico/scientifici che consentano di trasformare il castagneto secolare in una risorsa anziché problema, in quanto l'Oasi Wwf di Cozzo del Pesco rappresenta un valore inestimabile per il patrimonio naturalistico/storico del Comune di Corigliano-Rossano e dell'intera regione».
«Dopo il sopralluogo effettuato, con grandissimo rammarico abbiamo dovuto constatare e denunciare che il castagno numero 53, quello più noto, perché al suo interno poteva ospitare anche più di dieci persone, insieme ad altri esemplari, sono caduti al suolo a causa degli eventi atmosferici, delle patologie che stanno colpendo il castagneto e perché asfissiati da abeti di Douglas piantati negli anni '60 del secolo scorso, per i quali Calabria Verde ne ha già predisposto il bando per il taglio».
Adesso, però, per provare a contenere i danni e preservare nel miglior modo possibile il sito dei castagni giganti, il Wwf Corigliano Rossano Calabria Citra chiede «l'aiuto di tutti con l'avvio di una raccolta fondi. Tutti i donatori avranno scolpito il loro nome in una targa affissa in quei luoghi come simbolico ringraziamento per aver fatto tanto e partecipato al salvataggio dei Giganti di Cozzo del Pesco. Il Wwf, come è noto, è un'associazione non a scopo di lucro che non dispone delle risorse necessarie. Per questo, nel limite del possibile, ci appelliamo alla società civile, alle aziende, alle associazioni, agli enti, alla politica, agli imprenditori, ai cittadini con il tramite della campagna #SalviamoIGigantiDiCozzoDelPesco.
Un gesto nobile che servirà a conservare un centinaio di "monumenti" arborei ultracentenari che svettano in quei luoghi da circa mille anni, ovvero da quando il sud Italia ricadeva sotto il controllo dell'Impero Bizantino» concludono.