4 ore fa:Corigliano-Rossano al debutto storico della Protezione Civile dei Bersaglieri
6 ore fa:San Lorenzo Bellizzi capitale della speleo-archeologia: il mondo delle grotte preistoriche si dà appuntamento nel Pollino
3 ore fa:Il ghetto invisibile, la bomba sociale della Sibaritide dove le baraccopoli stanno in appartamenti e condomini
6 ore fa:Tis, approvata la legge regionale. Cgil, Cisl e Uil: «Ora servono atti concreti per le stabilizzazioni»
5 ore fa:Paludi, tornano le Risonanze Brettie: tre giorni tra archeologia, arte e comunità nel cuore di Castiglione
4 ore fa:Sila-Mare, i sindaci accelerano sulla SS106: decisivo il collegamento tra viadotto Coserie e svincolo di Crosia
4 ore fa:Futuro Nazionale mette radici a Corigliano-Rossano: sette delegati alla Costituente di Vannacci
5 ore fa:A Pietrapaola nasce il Murales della Pace: l’arte entra a scuola per educare alla bellezza
6 ore fa:Caloveto chiude l’anno scolastico tra libri, teatro e musica. Mazza: «Bambini al centro, così una comunità ha speranza»
2 ore fa:Minivan carichi di braccianti sulla SS106, blitz dei Carabinieri nella notte: identificati 135 stranieri

Nella storica Cattedrale di Rossano riparte un fecondo dialogo ecumenico

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Nell’ambito delle celebrazioni liturgiche dedicate alla Madonna dell’Achiropita (la tradizione vuole che sia stata dipinta non da mano umana) che si svolgono nella Cattedrale di Rossano, ho partecipato alla celebrazione eucaristica con rito cattolico greco-bizantino, ispirata alla Divina liturgia di S. Giovanni Crisostomo, presieduta da Monsignor Donato Oliverio, vescovo dell’eparchia di Lungro.

Ho rivissuto un momento di dialogo ecumenico tra la Chiesa latina e quella greca, unite nella fede in Cristo e nell'obbedienza alla Chiesa di Roma. E la parola dialogo è risuonata alta e forte sia da parte del vescovo "ortodosso" di Lungro, sia da parte del vescovo "latino", Monsignor Maurizio Aloise alla guida dell’arcidiocesi di Rossano-Cariati nella consapevolezza che più in generale, l’oriente ortodosso e l’occidente cattolico sono due «componenti essenziali complementari, dal punto di vista della cultura religiosa, della civiltà cristiana».

Se oggi in Calabria la vita religiosa dei cristiani è tornata a “respirare con due polmoni”, secondo la felice affermazione di Giovanni Paolo II, non può che essere positivo ed auspicabile, in un momento dai contorni incerti e così povero di visioni con la presenza tragica di una guerra nel cuore dell’Europa che sta pesantemente aggravando la diaspora del mondo ortodosso.

La storia passata ci parla di reciproco arricchimento e, appunto, di una complementarietà feconda. Il presente, e ancor di più il futuro, sembrerebbe richiedere un dialogo che sia altrettanto fecondo e che porti alla condivisione di “valori comuni”, affinchè i Cristiani trovino unità di intenti nella promozione della pace, della giustizia sociale, della libertà, specie nell’area del Mediterraneo che è ritornata centrale.

La mia ultima, in ordine di tempo, pubblicazione, “Il Monaco e l’Ebreo”, un saggio storico-filosofico attorno a due personaggi, San Nilo e l’ebreo, filosofo Donnolo, nel contesto tardomediovale, vuole essere una testimonianza sui primordi del dialogo interreligioso, sul quale, in parallelo, è stato ricercato, dopo la caduta di Costantinopoli e la diaspora del mondo ortodosso, il dialogo ecumenico. E la ripresa del dialogo ecumenico che parte dalla Calabria non può che essere salutato con favore.

Domenico Campana
Autore: Domenico Campana