3 ore fa:Cariati, 750 mila euro dalla Regione per rilanciare il porto
1 ora fa:Esondazione del Crati, la Procura di Castrovillari apre un'inchiesta
51 minuti fa:Successo a Frascineto per Montagna Sicura 2026: focus sulla sicurezza
1 ora fa:Ancora Jesse John, bronzo da campione: primo Allievo d’Italia nel disco e record regionale abbattuto
1 ora fa:Comuni sotto i 1.500 abitanti: nel Nord-Est Calabria 26 municipi al limite tra identità e paralisi amministrativa
3 ore fa:Longobucco, Palazzo Citino: simbolo di degrado nel cuore del paese. «Rischio crollo sulla piazza»
2 ore fa:Doppio Lentini e Corigliano in crescita: vittoria netta e playoff nel mirino
2 ore fa:Maxiblitz sul narcotraffico a Crotone: 22 indigati
2 ore fa:La foto di Susy Romanelli conquista l’Italia: sarà l’immagine ufficiale del Vespa Club 2026
27 minuti fa:Villapiana, l’ex sindaco Ventimiglia denuncia: «Ho ricevuto minacce di morte»

Roseto, ancora ambulanze senza medici. Giovane salvato dall’elisoccorso

1 minuti di lettura

ROSETO CAPO SPULICO - La storia si ripete, inesorabilmente, e seppure con un finale diverso, non cambia un modus operandi che sta diventando una triste consuetudine. È accaduto ancora una volta: un giovane ragazzo di Roseto Capo Spulico, colpito da un ictus nella mattinata di domenica 16 gennaio, è stato soccorso da un’ambulanza non medicalizzata e solo successivamente, viste le condizioni di salute critiche, è stato allertato l'elisoccorso per il trasporto d'urgenza all'Ospedale di Cosenza. 

Fortunatamente il 40enne rosetano, bagnino di salvataggio in una nota struttura balneare del posto, è riuscito a superare la fase critica ed è ora ricoverato presso il nosocomio cosentino, ma la vicenda ha riportato alla mente quanto accaduto al suo collega, Piero Roma, deceduto a causa di un infarto lo scorso novembre. Anche in questa circostanza, infatti, l'ambulanza inviata dal 118 era priva di medico a bordo e, nonostante la tempestività dei soccorsi del personale sanitario giunto sul posto, la sua giovane vita si spense lasciando profonda amarezza e tantissima rabbia.

Due storie diverse, il cui comune denominatore è, ancora una volta, l'inadeguatezza della Sanità Calabrese che, soprattutto a queste latitudini, continua a mostrare inefficienze e storture che ricadono, come sempre, sulla pelle dei Cittadini. Sebbene si sia accolta con piacere la notizia della riapertura dell'Ospedale "G. Chidichimo" di Trebisacce come "Covid Hospital" per fronteggiare l'emergenza sanitaria legata alla pandemia, restano le incertezze sul presente e sul futuro del presidio ospedaliero di riferimento per l'Alto Ionio Cosentino. 

Non è più tollerabile, infatti, la costante incertezza nella quale vivono le Comunità di questo territorio, per cui una chiamata di emergenza al 118 si trasforma in una "roulette russa" nella speranza di beccare un'ambulanza medicalizzata e un pronto soccorso davvero pronto ad accogliere i pazienti. 
La gestione dell'emergenza-urgenza in Calabria, e in particolar modo nell'Alto Ionio, merita un deciso cambio di rotta. 

L'assenza di un presidio ospedaliero attivo e funzionale, di un Pronto Soccorso adeguatamente strutturato e di una rianimazione ad esso collegata, la carenza di personale e l'impossibilità di garantire un primo intervento con ambulanze medicalizzate che possano stabilizzare i pazienti per il trasferimento in ospedale, sono le principali criticità della Sanità locale e regionale. A tutto questo si deve aggiungere, ancora oggi, la mancata applicazione della sentenza del Consiglio di Stato per la riapertura dell'Ospedale di Trebisacce che, considerati i tempi per la realizzazione dell'Ospedale della Sibaritide, ha il sapore della beffa. 

«Siamo stanchi di doverci affidare al caso, alla fortuna, alle preghiere, ogni qualvolta ci sia il bisogno di soccorsi - ha affermato il Sindaco di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia. Quel diritto alla salute costituzionalmente sancito deve valere anche qui, nell'Alto Ionio Cosentino».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.