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Da Corigliano-Rossano ai box della Formula 1: il sogno mondiale di Cosmo Ferraro

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CORIGLIANO-ROSSANO - A soli 26 anni, Cosmo Ferraro vive una delle esperienze più ambite nel mondo del motorsport internazionale: lavorare nei box della Visa Cash App Racing Bulls seguendo il mondiale in giro per il mondo. Un percorso costruito con determinazione, studio e una passione nata quasi per caso, durante una semplice giornata di orientamento universitario.

Originario di Corigliano-Rossano e diplomato all’istituto industriale, Ferraro ha scelto di proseguire gli studi in ingegneria elettronica all’Università della Calabria. Ed è proprio lì che ha avuto l’intuizione destinata a cambiargli la vita. Durante una visita al reparto corse dell’ateneo, il team Formula Student dell’università, ha visto da vicino il lavoro svolto dagli studenti sulla progettazione delle monoposto. Un momento decisivo, come racconta lui stesso: «In quella occasione ho capito subito che quella sarebbe stata la mia strada. Ho pensato: è questo ciò che voglio fare da grande».

Da quel giorno l’obiettivo è diventato chiaro. Dopo essersi candidato al progetto del reparto corse e aver superato la selezione e i colloqui, è entrato nel team iniziando un percorso di crescita rapido ma costruito sul merito. Nel tempo ha assunto responsabilità sempre più importanti, diventando prima responsabile della parte elettrica ed elettronica e successivamente responsabile dell’intero comparto motori e del pacco batterie per la progettazione della nuova vettura elettrica del team.

Un’esperienza altamente formativa, che gli ha permesso di confrontarsi con dinamiche progettuali reali e con il lavoro di squadra tipico del motorsport professionistico. Ed è proprio da lì che è arrivata l’occasione destinata a spalancargli le porte della Visa Cash App Racing Bulls.

«È successo quasi per caso», racconta. Dopo la laurea, Ferraro ha inviato la candidatura al “Formula Future”, academy annuale dedicata ai giovani neolaureati più promettenti. Una selezione rigorosa che punta a formare nuovi talenti da inserire nei reparti tecnici dell’azienda di Faenza. Dopo l’ammissione all’academy è iniziato un anno intenso di formazione, seguito dall’ingresso operativo nel team.

Oggi il giovane ingegnere calabrese vive il paddock da protagonista. Il primo anno lo ha portato nei test internazionali in Spagna e ad Abu Dhabi; quest’anno, invece, è già stato impegnato nelle gare disputate in Cina, Giappone e Miami, mentre la prossima tappa sarà il Canada. Un contesto altamente competitivo e multiculturale, dove ogni dettaglio può fare la differenza e dove il lavoro di squadra assume un valore assoluto.

«È una realtà internazionale e molto stimolante», spiega. E le soddisfazioni non mancano. Lavorare sulla componente elettrica di una monoposto, infatti, significa poter misurare concretamente l’impatto del proprio lavoro anche nel giro di pochi giorni: «I risultati si vedono già da una settimana all’altra».

Ferraro, però, non dimentica le sue origini accademiche. Anzi, rivendica con convinzione il valore della formazione ricevuta all’Università della Calabria. «La preparazione dell'Unical non ha nulla da invidiare a quella di altri atenei», sottolinea. «È una formazione solida e competitiva». Pur riconoscendo che nel territorio manchi ancora una vera cultura dell’automotive e che spesso sia necessario trasferirsi per trovare opportunità di alto livello, evidenzia come le basi offerte dall’università calabrese siano assolutamente all’altezza delle grandi realtà internazionali.

La storia di Cosmo Ferraro è quella di un talento giovane che, partendo dalla Calabria, è riuscito a trasformare una passione in una carriera ai massimi livelli del motorsport mondiale. Un percorso che racconta quanto determinazione, competenze e visione possano abbattere qualsiasi distanza geografica.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.