8 ore fa:Caloveto, cinque cantieri per oltre 1,6 milioni: interventi su acqua, scuola e viabilità rurale
10 ore fa:Thurio, la Provincia chiede lo stop ai lavori: si valuta la riapertura del passaggio a livello
12 ore fa:Cucina di stagione, conserve e borghi: la Famiglia Barbieri fa tappa a Castiglione Cosentino e Cleto
12 ore fa:Morte Malaj, la Fillea Cgil ammessa parte civile. La rabbia dei figli di Edison: «Vittima di un sistema spietato»
7 ore fa:Frecciarossa, Sibari viaggia bene verso Roma e Bologna. Poi arranca. Ecco i numeri che spiegano il cambio di rotta
9 ore fa:Cassano, Iacobini al Movimento Popolare: «Disponibili al dialogo, ma si condividano onori e oneri»
11 ore fa:Ospedale della Sibaritide, Rapani: «L'impegno condiviso diventi realtà»
10 ore fa:Ricreazione a scuola, Renzo: «Bambini fermi in classe? La pausa deve essere vera»
9 ore fa:Calabria Factory Fest: la rete SudHeritage celebra la cultura del lavoro. Tra i protagonisti Amarelli e il Museo "Eugenio Celestino" di Longobucco
8 ore fa:Porti calabresi, lavoro ed energia: nuove strategie anche per Corigliano-Rossano

Addio a Tonino Catalano: il calcio rossanese perde un padre silenzioso

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Il mondo dello sport dilettantistico rossanese è in lutto. Si è spento Tonino Catalano, una figura che per decenni ha incarnato l’essenza più pura del calcio, quella fatta di passione genuina, dedizione silenziosa e un amore sconfinato per i giovani.

Catalano non è stato un campione da copertina, ma per chi ha calcato i campi di terra battuta e le piazze della nostra provincia negli anni passati, il suo nome evoca ricordi indelebili. Nato come calciatore, è stato un terzino destro arcigno, roccioso, un avversario temuto per la sua grinta e la sua correttezza: chi giocava contro di lui sapeva che avrebbe avuto vita difficile, ma sempre nel rispetto del gioco. La sua parabola da calciatore è legata a formazioni che hanno fatto la storia del calcio minore locale, come l'Attiva, la Giovanile Rossano e la Juve Rossano.

Tuttavia, è una volta appese le scarpette al chiodo che Tonino ha compiuto il suo capolavoro umano. Non si è allontanato dal rettangolo verde; al contrario, lo ha trasformato in una palestra di vita. Si è dedicato anima e corpo all'organizzazione di squadre giovanili, accogliendo centinaia di ragazzi senza fare distinzioni sociali, vedendo in ognuno di loro un potenziale da valorizzare.

Nonostante le scarse disponibilità economiche, Catalano è riuscito nell'impresa, quasi eroica, di non far mancare mai ai suoi ragazzi l'essenziale per allenarsi e per affrontare le trasferte nei paesi del circondario. In questo suo percorso di educatore, è stato sempre affiancato dal figlio Agostino, che di lui ha ereditato non solo il cognome, ma la stessa, viscerale passione per il pallone.

A testimoniare lo spessore di quest'uomo, arrivano le parole commosse di Nicola Calabretta, uno dei suoi primi allenatori quando Catalano intraprese la strada di dirigente giovanile: «Ricordo con affetto un grande uomo che ha amato il calcio senza interessi. Il primo a credere nei giovani e in me affidandomi la squadra che poi vinse il campionato di Terza Categoria. Esempio per tanti. Ci mancherai, Tonino».

La scomparsa di Tonino Catalano lascia un vuoto incolmabile, ma il suo insegnamento resta. Ai tanti ragazzi che oggi sono uomini, e che grazie a lui hanno imparato il valore dello sport e della lealtà, resta il compito di non dimenticare chi ha messo le basi per la loro crescita, lontano dai riflettori, in nome di una passione vera.

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Ex sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide