Fondi al Sud, Filomena Greco: «È in atto una sottrazione programmata di quanto ci spetta»
Da Bacoli la consigliera regionale di Casa Riformista–Italia Viva rilancia i dati della Rete Civica Meridionale: tra il 2016 e il 2023 al Mezzogiorno sarebbe andato il 21,5% della spesa pubblica in conto capitale contro il 34% previsto. «Bisogna fare fronte comune»
REGGIO CALABRIA – «Leggere i numeri dettagliati è un insulto intollerabile per le nostre comunità». Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista–Italia Viva, sceglie parole durissime da Bacoli, dove la Rete Civica Meridionale ha presentato i risultati della richiesta di accesso agli atti sulle risorse destinate al Mezzogiorno. Secondo i dati illustrati dalla Rete, tra il 2016 e il 2023 al Sud sarebbe stato assegnato appena il 21,5% della spesa pubblica in conto capitale, rispetto al 34% previsto dalla clausola territoriale originaria, successivamente innalzata al 40%.
«Di fronte ai dati sulle risorse destinate al Sud abbiamo avuto solo la conferma di quello che già sapevamo, ma leggere i numeri dettagliati è un insulto intollerabile per le nostre comunità, la conferma che è in atto una sottrazione programmata di quanto ci spetta», ha dichiarato Greco durante la conferenza stampa nazionale organizzata a Villa Ferretti.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i sindaci Mosè Antonio Troiano di San Paolo Albanese, presidente della Rete, Vito Fusco di Castelpoto, coordinatore, e Josi Gerardo Della Ragione di Bacoli, insieme ai parlamentari Marco Sarracino del Pd, Alessandro Caramiello del Movimento 5 Stelle e Francesco Emilio Borrelli di Avs. Il dossier reso pubblico dalla Rete segnala forti squilibri territoriali anche in singoli comparti: la quota di spesa destinata al Mezzogiorno si fermerebbe all’1% nel settore ferroviario e, nel 2023, al 7% nei beni culturali.
Nel documento viene inoltre evidenziato il caso del Ministero dell’Ambiente, con oltre un miliardo di euro classificato come «interventi non finalizzati» e quindi, secondo la ricostruzione della Rete, escluso dagli obblighi di riparto territoriale. Anche il dato Anas viene letto criticamente: il 40% formalmente destinato al Sud viene considerato insufficiente alla luce del fatto che il 62% della rete stradale di competenza si trova nelle regioni meridionali.
Greco allarga quindi il bersaglio alla rappresentanza politica meridionale: «La crudeltà di questi numeri, portati alla luce grazie al lavoro della Rete Civica, mette a nudo chi è andato a Roma soltanto per salvaguardare il proprio orticello elettorale e non ha mai difeso gli interessi del Sud». E aggiunge: «La nostra terra è stata bistrattata già abbastanza — e non solo dalla destra. Io sono innanzitutto una donna del Sud, prima ancora che esponente di un partito, e penso che tutti i rappresentanti del Mezzogiorno debbano, prima di ogni altra cosa, difendere gli interessi della terra in cui sono stati eletti e non seguire diktat che la penalizzano».
La consigliera richiama poi direttamente la clausola del 34% e lega il tema delle risorse a quello dell’autonomia differenziata: «Queste risorse, che in base alla clausola del 34% spettavano al Sud, non sono mai arrivate ai nostri territori e continuano a mancare. Ci dicano per quale ragione. E a questo si aggiungeranno gli effetti dell'autonomia differenziata. Vengo dalla Calabria, una Regione governata dalla destra, il cui Presidente prima, e tutti i parlamentari di centrodestra eletti nella mia regione poi, hanno votato a favore delle pre-intese».
«Purtroppo, ancora oggi, moltissimi cittadini non ne hanno colto la gravità e non ne conoscono i dettagli tecnici, ma se si continuerà su questa strada tutti ne subiremo gli effetti sui servizi essenziali. In un momento come questo non esistono logiche di partito da preservare: qui bisogna fare fronte comune. Il Sud ha necessità di un governo che abbia come obiettivo la crescita dell'Italia unita, e questa passa necessariamente dallo sviluppo concreto e reale del Mezzogiorno. Uno sviluppo che può esserci solo se i fondi previsti per la sua crescita saranno finalmente trasferiti e non soltanto inseriti nella programmazione», prosegue Greco.
Da Bacoli la Rete Civica Meridionale annuncia adesso una mobilitazione permanente. Anche su questo Greco chiude senza sfumature: «Dobbiamo muoverci insieme, a sostegno dell'iniziativa, non solo tra amministratori, ma soprattutto coinvolgendo i cittadini, che devono essere messi nelle condizioni di conoscere e di votare consapevolmente. Perché, se la destra governerà altri cinque anni dopo aver gettato il seme dell'autonomia e dello scippo finanziario, potremo dire definitivamente addio al Mezzogiorno. Dobbiamo unire tutte le forze che hanno l'obiettivo di far vivere il Sud». E infine: «Se non fermiamo adesso questa deriva, nel Sud non ci sarà più alcuna comunità da amministrare o da rappresentare».