Castrovillari, Noi Moderati difende Abenante: «Il presidente del Consiglio non è un arbitro muto»
La sezione cittadina replica alle critiche del Partito democratico e sostiene la piena legittimità del voto e delle dichiarazioni politiche del presidente dell’Assemblea: «Tentativo strumentale di delegittimazione»
CASTROVILLARI - Si allarga lo scontro politico sul ruolo del presidente del Consiglio comunale di Castrovillari. Dopo le critiche avanzate da esponenti del Partito democratico, Noi Moderati interviene a sostegno di Pierluigi Abenante, rivendicandone il diritto a partecipare pienamente alla dialettica dell’Assemblea e respingendo le accuse di perdita della terzietà istituzionale.
La sezione cittadina esprime «pieno apprezzamento» per il lavoro svolto da Abenante, sostenendo che il presidente stia conducendo il Consiglio «con equilibrio e nel rispetto delle regole».
Secondo Noi Moderati, le contestazioni rivoltegli dal Pd rappresenterebbero invece «un tentativo di delegittimazione politica mascherato da richiamo alla terzietà». Nel mirino vi è soprattutto la pretesa, attribuita ai consiglieri democratici, che il presidente debba astenersi dall’esprimere una posizione o dal partecipare alle votazioni.
«Contestare al presidente il diritto di votare significa voler imporre un bavaglio a un consigliere eletto direttamente dai cittadini», afferma il movimento, ricordando le oltre quattrocento preferenze personali ottenute da Abenante.
La posizione viene motivata richiamando l’articolo 39 del Testo unico degli enti locali. Nella lettura proposta da Noi Moderati, la funzione di garanzia riguarda la convocazione, la direzione e il corretto svolgimento dei lavori, ma non cancellerebbe lo status di consigliere comunale né i diritti connessi, compresi il voto e la dichiarazione di voto.
«La neutralità richiesta riguarda l’esercizio delle funzioni di moderazione dell’Assemblea – sostiene la nota – non l’obbligo di rinunciare a ogni valutazione politica sulle proposte all’ordine del giorno».
Il movimento interviene anche sul rinvio della mozione che aveva alimentato lo scontro in Consiglio. Secondo Noi Moderati, la decisione assunta dalla maggioranza durante la seduta d’insediamento rientrerebbe nelle ordinarie dinamiche di organizzazione dei lavori e non configurerebbe automaticamente una violazione del regolamento o una sottrazione al confronto.
Una valutazione che si contrappone apertamente a quella delle forze di opposizione, che avevano annunciato iniziative presso la Prefettura e il Ministero dell’Interno contestando la gestione della vicenda.
«Gli esposti non possono trasformare un legittimo dissenso politico in una presunta illegittimità istituzionale», osserva la sezione castrovillarese.
Per Noi Moderati, dunque, il presidente del Consiglio non deve essere ridotto a una figura meramente notarile, privata della possibilità di pronunciarsi sui temi politici sottoposti all’Assemblea.
«Non è un arbitro muto, ma un eletto che, nel rispetto delle regole procedurali, ha pieno diritto di partecipare alla dialettica politica», sostiene il movimento.
La nota si conclude con un sostegno netto ad Abenante e con un attacco alle opposizioni: trasformare ogni suo voto nella prova di una presunta perdita di imparzialità sarebbe, secondo Noi Moderati, un’operazione diretta a indebolire le prerogative della maggioranza e la libertà di mandato dei consiglieri.
«Castrovillari merita un Consiglio che funzioni secondo le regole democratiche – conclude la sezione – non secondo le pressioni di chi, perdendo una votazione, cerca di delegittimare chi la presiede».