Cassano, La Regina fa il punto sui conti: «Dei 39 milioni di avanzo solo 215mila sono liberi»
Il vicesindaco illustra la lettura finanziaria dell’Amministrazione: quasi tutte le risorse risultano accantonate o vincolate. Sul bilancio pesano anche maggiori costi dei rifiuti, minori royalties e debiti pregressi
CASSANO JONIO - Il vicesindaco Giuseppe La Regina interviene sulla situazione finanziaria del Comune e prova a chiarire quale sia, secondo l’Amministrazione, la reale disponibilità economica dell’Ente.
Il punto di partenza sono i circa 39 milioni di euro di avanzo di amministrazione risultanti dai documenti contabili. Una cifra consistente soltanto in apparenza, sostiene La Regina, perché composta quasi interamente da somme accantonate o vincolate e, quindi, non liberamente spendibili.
«Quasi 30 milioni sono costituiti dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, un accantonamento obbligatorio previsto dalla legge», spiega il vicesindaco. Altri circa 3 milioni sarebbero destinati a fondi per debiti commerciali, contenzioso e ulteriori obblighi normativi, mentre altri 6 milioni avrebbero già una destinazione vincolata.
Secondo la ricostruzione fornita dall’Amministrazione, l’avanzo effettivamente libero ammonterebbe quindi ad appena 215mila euro. «È questo il dato che rappresenta i reali margini di manovra del Comune», sottolinea La Regina.
Il vicesindaco richiama poi una serie di criticità che starebbero incidendo sulla gestione corrente. Tra queste, l’aumento dei costi del servizio di raccolta dei rifiuti, la cui gara bandita nel 2023 avrebbe determinato un incremento strutturale della spesa di circa 800mila euro l’anno.
A ciò si aggiungerebbe la perdita di circa 1,5 milioni di euro annui di royalties, entrate che per anni avevano rappresentato una voce significativa del bilancio comunale.
Gli uffici, riferisce ancora La Regina, hanno inoltre avviato una ricognizione della situazione debitoria dell’Ente. Nell’ultima seduta di assestamento il Consiglio comunale ha riconosciuto quasi 150mila euro di debiti fuori bilancio, obbligazioni che il Comune dovrà comunque onorare.
Nel quadro rientra anche la restituzione di circa 330mila euro di contributi regionali collegati a opere non realizzate. La richiesta della Regione risalirebbe al 2023 e circa 80mila euro dovrebbero incidere direttamente sulle risorse comunali.
«La salute finanziaria di un ente non si misura soltanto dall’entità dell’avanzo – afferma La Regina – ma dalla sostenibilità della gestione corrente, dalle entrate realmente disponibili e dalla capacità di fare fronte ai debiti e agli obblighi assunti».
Il vicesindaco difende anche la scelta di utilizzare l’avanzo quando consentito dalla legge per finanziare investimenti e interventi. Il nodo, sostiene, non è il ricorso a queste risorse, ma la qualità delle opere realizzate e la loro sostenibilità nel tempo.
A questo proposito richiama il caso del campo di Bruscate, oggetto di un intervento da circa 70mila euro, finanziato attraverso un mutuo e poi chiuso con ordinanza a meno di un anno dall’inaugurazione. L’economia finale sarebbe stata di appena 1.700 euro, una somma che La Regina considera irrilevante rispetto alla consistenza complessiva dell’opera.
«La vera responsabilità amministrativa consiste nel programmare interventi sostenibili – conclude il vicesindaco – evitando di lasciare opere problematiche, maggiori costi o nuovi debiti destinati a gravare sulle amministrazioni successive».