Progetti di Vita, Greco (CR-IV) incalza la Regione: «Gli atti smentiscono gli annunci della Giunta»
La consigliera regionale di Casa Riformista - Italia Viva chiede chiarezza sull'attuazione della riforma dedicata alle persone con disabilità: «Mancano dati, risorse dedicate e risposte sui tempi. Ora servono fatti, non comunicati»
CATANZARO - La riforma dei Progetti di Vita, destinata a ridisegnare i percorsi di presa in carico delle persone con disabilità, torna al centro del confronto politico in Consiglio regionale. A riaccendere il dibattito è la consigliera regionale Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva), che contesta il divario tra gli annunci della Giunta e quanto emerge dagli atti ufficiali.
Greco spiega di aver atteso la risposta scritta alla propria interrogazione, presentata lo scorso 26 giugno, prima di intervenire pubblicamente. «Da consigliera regionale giudico gli atti, non gli slogan», afferma, sostenendo che la documentazione trasmessa dal Dipartimento regionale restituisca «una realtà diversa» rispetto alle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dall'assessore al Welfare Pasqualina Straface.
Al centro della riflessione c'è una riforma che, secondo la consigliera, rappresenta un passaggio fondamentale per garantire alle persone con disabilità un percorso personalizzato capace di integrare sanità, servizi sociali, scuola, lavoro e inclusione. «È una riforma importantissima – sottolinea – perché mette finalmente al centro la persona, la sua storia e i suoi desideri».
L'esponente di Casa Riformista – Italia Viva precisa di non contestare il principio della riforma, ma le modalità della sua applicazione. Le criticità, spiega, sono emerse dalle segnalazioni ricevute da Ambiti Territoriali Sociali, amministratori locali e operatori del settore, che avrebbero evidenziato difficoltà organizzative e interpretative nella fase di transizione.
Secondo Greco, dalla risposta della Regione emergono alcuni nodi ancora aperti: l'assenza di un fondo regionale dedicato ai Progetti di Vita, strumenti operativi ancora in fase di definizione e il riconoscimento, negli atti ufficiali, che il rischio di contenzioso sia «fisiologico e intrinseco» al nuovo sistema.
Da qui una serie di interrogativi rivolti alla Giunta regionale: gli Ambiti Territoriali Sociali dispongono del personale necessario? Le Unità di Valutazione Multidimensionale sono operative in tutte le aziende sanitarie calabresi? Quanto dovranno attendere le famiglie per vedere approvato un Progetto di Vita e con quali strumenti sarà garantita uniformità di trattamento tra i diversi territori?
La consigliera richiama inoltre l'attenzione sulla selezione dei 45 esperti destinati a rafforzare la capacità amministrativa della riforma. «Ad oggi – osserva – ne risultano contrattualizzati soltanto 18. È necessario conoscere dove siano stati assegnati, con quali criteri e quando entreranno in servizio gli altri».
Greco accoglie positivamente l'istituzione della Cabina di regia regionale per il monitoraggio dell'integrazione sociosanitaria, deliberata dalla Giunta, ma ritiene indispensabile che i dati sull'attuazione della riforma vengano pubblicati con cadenza periodica e siano accessibili ai cittadini.
Tra le proposte avanzate figurano una verifica straordinaria degli organici degli assistenti sociali, un piano di formazione rivolto agli operatori coinvolti e una relazione annuale della Giunta in Commissione consiliare sullo stato di attuazione della riforma.
«La Giunta mi ha spiegato come il sistema dovrebbe funzionare. Io continuo a chiedere come funziona oggi», conclude Greco, ribadendo che l'obiettivo non è alimentare lo scontro politico ma verificare l'effettiva applicazione di una riforma che, a suo giudizio, potrà rappresentare una vera conquista sociale solo quando garantirà gli stessi diritti e la stessa qualità dei servizi alle persone con disabilità in ogni territorio della Calabria.