Corigliano-Rossano, quasi 2 milioni per “I Luoghi Cerniera”: il welfare entra nelle periferie
Presentati in Regione i progetti finanziati con P.Art.E.C.I.P.O. Straface: «15 milioni per contrastare la vulnerabilità sociale nelle aree periferiche e a rischio marginalità»
CATANZARO - Il welfare non può restare fermo negli uffici. Deve entrare nei quartieri, raggiungere le periferie, attraversare le frazioni, intercettare le fragilità prima che diventino isolamento, povertà educativa, marginalità e invisibilità sociale. È questa la sfida che la Regione Calabria affida a P.Art.E.C.I.P.O., la misura da 15 milioni di euro destinata a contrastare il degrado sociale nelle aree periferiche e nei territori a rischio marginalità.
Dentro questo quadro, Corigliano-Rossano conquista un ruolo importante con il progetto “I Luoghi Cerniera”, finanziato per 1.985.360 euro. Una dotazione significativa, che inserisce la terza città della Calabria tra gli 11 Comuni capofila ammessi alla misura regionale.
A presentare i progetti è stata l’assessore regionale all’Inclusione sociale, Welfare e Pari opportunità Pasqualina Straface, nel corso dell’incontro con i Comuni interessati e i soggetti coinvolti nelle diverse proposte progettuali. Presenti anche la direttrice generale del Dipartimento Welfare Jole Fantozzi e la dirigente del settore Gabriella Rizzo.
«Oggi parte il progetto P.Art.E.C.I.P.O. nato per contrastare il degrado sociale nelle aree periferiche della Calabria – ha dichiarato Straface –. Con 15 milioni di euro abbiamo finanziato 11 progetti rivolti a persone in condizione di vulnerabilità sociale ed economica, anziani soli, persone con disabilità, ma anche soggetti che troppo spesso diventano oggetto di discriminazione, come detenuti, migranti regolari, persone senza fissa dimora: tutte quelle persone che oggi rischiano di diventare invisibili».
Il messaggio politico è chiaro: la Regione vuole portare il welfare dove il bisogno è più forte, costruendo servizi di prossimità e reti territoriali capaci di agire nei luoghi reali della fragilità.
Per Corigliano-Rossano, il progetto “I Luoghi Cerniera” rappresenta una sfida particolarmente significativa. La città, per estensione territoriale, articolazione urbana, presenza di quartieri, aree periferiche, contrade, scali, centri storici e frazioni, è uno dei contesti più complessi della Calabria. Qui la marginalità non ha una sola forma: può essere distanza dai servizi, povertà educativa, fragilità familiare, isolamento sociale, disagio abitativo, difficoltà di accesso alla sanità territoriale, disoccupazione, solitudine degli anziani o vulnerabilità di comunità migranti e persone senza dimora.
P.Art.E.C.I.P.O. nasce proprio per affrontare questa complessità. L’acronimo sta per Programmi Articolati E Coordinati In Periferie Organizzate e indica una misura pensata per abbattere le disuguaglianze ambientali e sociali, con l’obiettivo di garantire ai cittadini pari opportunità di accesso ai servizi.
«Con P.Art.E.C.I.P.O. – ha spiegato Straface – la Regione Calabria, anche su impulso del presidente Roberto Occhiuto, mette in campo una misura concreta di welfare territoriale di prossimità. Non parliamo di interventi astratti, ma di progetti pensati per entrare nei quartieri, nelle periferie, nelle frazioni, nei luoghi dove più forti sono le condizioni di povertà e dove spesso le fragilità restano invisibili».
Gli interventi avranno una durata di 36 mesi e si fondano su partenariati territoriali e reti locali, con il coinvolgimento di Enti del Terzo Settore, scuole, università, Aziende sanitarie provinciali, Camere di commercio, Centri per l’impiego, associazioni e soggetti sociali.
Oltre a Corigliano-Rossano, i Comuni capofila ammessi sono Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Roghudi, Motta San Giovanni, Campo Calabro, Palmi, Cirò Marina, Villa San Giovanni e Domanico.
Nel dettaglio, i finanziamenti assegnati sono: 1.773.189,74 euro a Cosenza per Educational Comunità; 3.882.304,35 euro a Reggio Calabria per PERCORSI – Percorrere Strade di Inclusione; 2.390.145,87 euro a Vibo Valentia per Luce nelle Periferie; 836.520 euro a Roghudi per K.O.I.N.E’ 3.0; 640.692 euro a Motta San Giovanni per R.A.D.I.C.I.; 636.540 euro a Campo Calabro per Ponti di Frontiera; 832.371,25 euro a Palmi per TAURIANA; 1.985.360 euro a Corigliano-Rossano per I Luoghi Cerniera; 923.880 euro a Cirò Marina per Protagonisti di Cambiamento; 755.063,60 euro a Villa San Giovanni per Piale Partecipa; 343.933,19 euro a Domanico per SPETTATTORI.
Le azioni previste dai progetti riguardano l’accesso ai servizi, il segretariato sociale, il sostegno alle famiglie con minori, il contrasto alla povertà educativa, il supporto psicologico, la mediazione, l’accompagnamento all’occupabilità, i tirocini, la formazione, l’orientamento al lavoro, l’assistenza domiciliare, il trasporto sociale, la distribuzione di beni primari, la rigenerazione di spazi pubblici e la costruzione di presidi fissi nelle aree target.
«Abbiamo voluto incontrare direttamente i Comuni ammessi – ha rimarcato l’assessore – per condividere tempi, adempimenti e modalità operative, ma soprattutto per costruire un quadro comune di responsabilità. Questi progetti funzioneranno se saranno capaci di produrre servizi veri».
Il dato politico-istituzionale più rilevante sta proprio nel metodo. La Regione non finanzia singole iniziative isolate, ma prova a costruire ecosistemi territoriali di inclusione. Comuni e partner sono chiamati a coprogettare, ascoltare le comunità, costruire percorsi personalizzati e trasformare le periferie in luoghi di partecipazione e opportunità.
Per Corigliano-Rossano, la sfida sarà fare in modo che “I Luoghi Cerniera” non resti soltanto il titolo di un progetto, ma diventi davvero una rete capace di tenere insieme pezzi di città spesso distanti tra loro. Cerniere sociali, prima ancora che amministrative: tra centro e periferie, tra fragilità e servizi, tra bisogno e risposta pubblica.
«Il dato più importante – ha concluso Straface – è il metodo. P.Art.E.C.I.P.O. non finanzia singole attività slegate tra loro, ma ecosistemi territoriali di inclusione. Chiediamo ai Comuni e ai loro partner di lavorare insieme, di coprogettare, di ascoltare le comunità, di costruire percorsi personalizzati e di trasformare le periferie in luoghi di partecipazione e opportunità».
La misura, dunque, apre una fase nuova. Ora toccherà ai Comuni dimostrare capacità di attuazione, concretezza e velocità. Perché il welfare di prossimità non si misura nei comunicati, ma nella vita quotidiana delle persone che fino a ieri non trovavano una porta a cui bussare.