Ex caserma dei Vigili del Fuoco di Rossano, Uva "chiama" Faragalli: «Usarla per i Carabinieri»
Il consigliere provinciale propone di destinare parte delle economie residue dei mutui provinciali al recupero dell’immobile di viale Sant’Antonio, chiuso dal 2008
CORIGLIANO-ROSSANO - Un immobile pubblico chiuso da quasi vent’anni, in pieno centro storico di Rossano, oggi in stato di abbandono e degrado. E una proposta concreta: recuperarlo, metterlo in sicurezza e destinarlo a sede della Stazione dei Carabinieri.
È il cuore dell’intervento del consigliere provinciale Antonio Uva, che ha sottoposto al presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Antonio Faragalli, la necessità di avviare una valutazione sull’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di Rossano, in viale Sant’Antonio, chiusa e inutilizzata dal 2008.
Secondo Uva, l’edificio versa ormai in condizioni tali da richiedere interventi urgenti di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e rifunzionalizzazione. Non solo per evitare l’ulteriore deterioramento del patrimonio pubblico provinciale, ma anche per scongiurare possibili profili di danno erariale legati alla mancata manutenzione e al protrarsi dello stato di inutilizzo.
La proposta guarda anche alla sicurezza urbana. La Stazione dei Carabinieri di Rossano è attualmente ubicata in via Interzati, in una struttura che, secondo il consigliere, presenta criticità logistiche ed è collocata in una zona meno centrale e meno facilmente accessibile. L’ex caserma di viale Sant’Antonio, invece, rappresenterebbe una soluzione più strategica per posizione, funzionalità e visibilità istituzionale.
Nel documento Uva ricorda che, durante una visita a Rossano del presidente Faragalli, avvenuta il primo aprile scorso su sua richiesta e alla presenza del sindaco, era stato possibile constatare personalmente lo stato dell’immobile, la condizione di abbandono e la potenziale predisposizione della struttura a diventare presidio istituzionale.
Il sopralluogo successivo con funzionari e tecnici della Provincia avrebbe confermato un quadro di degrado evidente, con criticità tali da poter rappresentare anche rischi per l’incolumità pubblica. Non a caso, nella zona sarebbero numerose le segnalazioni dei residenti alle Forze dell’Ordine, chiamate a intervenire proprio a causa dello stato di abbandono dell’ex struttura.
Il nodo economico riguarda le risorse. Uva richiama alcuni atti amministrativi adottati dalla Provincia nel 2024 per l’acquisto di un immobile a Cetraro da destinare all’Arma dei Carabinieri. In quella procedura era stato autorizzato il diverso utilizzo di economie derivanti da mutui originariamente destinati alla manutenzione delle strade provinciali, per un importo complessivo di oltre 1,7 milioni di euro.
Per l’acquisto dell’immobile di Cetraro sarebbe stata impegnata la somma di 1.126.806 euro, oltre 21 mila euro in favore dell’Agenzia del Demanio, lasciando economie disponibili pari a 561.490,02 euro. Proprio queste somme residue, secondo il consigliere provinciale, potrebbero essere utilizzate almeno in parte per il recupero, la messa in sicurezza e la rifunzionalizzazione dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di Rossano.
La richiesta è quindi di avviare ogni approfondimento tecnico-amministrativo utile a verificare la possibilità di destinare parte delle economie residue disponibili al recupero dell’immobile provinciale e alla sua trasformazione in presidio dell’Arma dei Carabinieri.
Per Uva, l’operazione avrebbe una doppia valenza: da un lato la tutela e la valorizzazione del patrimonio pubblico provinciale, dall’altro un investimento concreto nella sicurezza, nella presenza dello Stato e nel rafforzamento dei servizi istituzionali nel centro storico di Rossano.
La proposta era già stata trasmessa con una Pec del 24 marzo 2025 all’allora presidente della Provincia, senza ottenere riscontro. Ora viene rilanciata formalmente al nuovo presidente Faragalli.
Il tema, dunque, non è solo immobiliare. È politico, amministrativo e civico: cosa fare di un edificio pubblico abbandonato da quasi vent’anni? Lasciarlo al degrado o trasformarlo in presidio di sicurezza e legalità nel cuore del centro storico?