Cassano, il Tar conferma Sara Russo in Consiglio: respinto il ricorso di Falbo
Il Tribunale amministrativo rigetta le contestazioni sul voto del 2025. La consigliera: «Per un anno ho vissuto in un limbo, ora esco più determinata»
CASSANO JONIO - Il Tar Calabria conferma l’elezione di Sara Russo al Consiglio comunale di Cassano all’Ionio. La seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale ha respinto integralmente il ricorso presentato da Gianluca Pio Falbo contro la proclamazione della candidata della lista “Per Amore di Cassano”, collegata alla candidata sindaco Carmen Gaudiano.
La sentenza, depositata ieri e pubblicata oggi, conferma la legittimità del verbale di proclamazione degli eletti del 30 maggio 2025. Russo era risultata eletta con 2.150 preferenze, contro le 2.146 attribuite a Falbo: uno scarto minimo, appena quattro voti, che aveva aperto il contenzioso davanti al giudice amministrativo.
Il ricorso riguardava i verbali delle sezioni 5, 14, 16, 17, 18, 19, 20 e 21. Falbo contestava, tra gli altri punti, l’assegnazione alla consigliera di quattro preferenze espresse con il solo cognome “Russo” e l’annullamento di alcuni voti che, secondo la sua tesi, sarebbero stati a lui favorevoli.
Il collegio, presieduto da Ivo Correale e con relatore Vittorio Carchedi, ha però ritenuto giuridicamente irrilevante la questione del solo cognome. Sara Russo era infatti l’unica candidata con quel cognome nella lista n. 7: la presenza di un’altra candidata di nome Valentina Russo in una lista diversa della stessa coalizione non avrebbe generato incertezza, perché l’elettore, barrando un simbolo, circoscrive la preferenza ai candidati di quella lista.
Il Tar ha inoltre valorizzato gli esiti della verificazione disposta il 17 dicembre 2025 e affidata al Prefetto di Cosenza. Il riesame delle schede ha sostanzialmente confermato la correttezza dello scrutinio. Diversi voti reclamati dal ricorrente sono stati considerati invalidi perché espressi per candidati di liste diverse da quella votata o per la presenza di segni grafici non riconducibili in modo univoco al nominativo.
Il Tribunale ha richiamato il principio del favor voti, ma ha chiarito che non può essere spinto fino a convalidare preferenze espresse in violazione delle regole sul voto di lista e di preferenza, né a sanare indicazioni ambigue. Le verifiche, in ogni caso, non hanno colmato il divario tra i due candidati.
Russo, difesa dagli avvocati Giuseppe Carratelli e Giuseppe Manna, resta dunque consigliere comunale. Falbo è stato condannato al pagamento delle spese di lite, quantificate in 4mila euro oltre accessori, oltre alle spese della verificazione.
Dopo la decisione, la consigliera ha affidato a una dichiarazione il proprio commento. «Oggi, dopo la decisione del Tar che ha rigettato il ricorso contro di me per soli quattro voti, sento il dovere di dire grazie», afferma Russo, rivolgendo il primo pensiero agli elettori: «Ogni singolo voto per me non è mai stato un numero, ma una responsabilità, una stretta di mano, una scelta di fiducia che continuerò a onorare fino all’ultimo giorno in Consiglio comunale».
La consigliera ringrazia poi i legali Manna e Carratelli, «che con professionalità, competenza e determinazione hanno difeso la verità dei fatti», e la famiglia e gli amici che l’hanno sostenuta in questi mesi.
Il passaggio politico più duro arriva subito dopo: «Per circa un anno politicamente ho vissuto in una sorta di limbo, soprattutto quando tanti cittadini mi dicevano che qualcuno mi dava per spacciata e che da lì a poco sarei stata cacciata fuori come chissà quale grande illecito avessi commesso».
Russo non risparmia una stoccata anche dentro il campo politico: «Un ringraziamento va anche e soprattutto a chi ha fatto il doppio gioco, a chi sperava nella mia uscita dal Consiglio comunale e a chi ha contribuito affinché ciò accadesse». Poi la chiusura: «Da questa vicenda esco ancora più determinata, con la stessa voglia di rappresentare chi ha creduto in me e di lavorare solo ed esclusivamente per il bene della nostra comunità».
La sentenza chiude quindi una delle code giudiziarie più delicate delle elezioni comunali cassanesi del 2025. E conferma, almeno su questo punto, la composizione del Consiglio comunale uscita dalle urne.