Stop al commissariamento sanità in Calabria: Rapani plaude alla svolta e al nuovo assetto regionale
Il Governo chiude la gestione straordinaria e restituisce poteri alla Regione dopo anni di controlli sui conti e riorganizzazione dei servizi
ROMA - «Frutto dell’impegno del Governo Meloni e del lavoro fatto in sinergia tra Governo centrale e Governo regionale. Finalmente dopo tanti governi di centrosinistra ed un valzer di commissari, spesso incompetenti, il primo Governo che riesce a mettere la parola fine». Così il senatore Ernesto Rapani (FDI) commenta la decisione del Consiglio dei ministri che, il 9 aprile, ha sancito la revoca del commissariamento della sanità calabrese.
Il provvedimento, adottato su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e condiviso con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello della Salute Orazio Schillaci, segna la conclusione di una lunga fase di gestione straordinaria. Un periodo avviato per affrontare criticità economiche e organizzative che avevano compromesso l’equilibrio del sistema sanitario regionale.
L’uscita dal commissariamento comporta il ritorno alla piena autonomia amministrativa della Regione, che riacquista competenze dirette nella gestione della sanità. Ciò significa responsabilità nella programmazione, nella gestione delle risorse e nell’organizzazione dei servizi, senza il controllo diretto dello Stato attraverso un commissario.
Negli anni sono stati attuati interventi di risanamento, con verifiche sui bilanci e una revisione delle strutture sanitarie. Secondo il Governo, le condizioni attuali consentono il passaggio alla gestione ordinaria.
«Resta ora l’impegno per consolidare i risultati ottenuti, garantire equilibrio finanziario e migliorare l’accesso alle prestazioni – conclude il Sen. Rapani. Il superamento del regime straordinario apre una nuova fase per la sanità calabrese, con ricadute dirette sull’organizzazione dei servizi e sulla responsabilità politica delle scelte future».