Screening neonatale, Scutellà (M5S) spinge la Calabria: “Diagnosi precoce per tutti i neonati”
Presentata in Consiglio regionale una mozione per potenziare lo Screening Neonatale Esteso: copertura al 100%, nuove patologie nel panel e rete di centri specializzati
CATANZARO – Portare la diagnosi precoce al centro delle politiche sanitarie regionali e garantire a tutti i neonati calabresi le stesse opportunità di cura. È questo l’obiettivo della mozione presentata in Consiglio regionale da Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle, per il potenziamento dello Screening Neonatale Esteso (SNE) in Calabria.
Un’iniziativa che punta a rafforzare la prevenzione e a rendere strutturale un sistema capace di intercettare precocemente patologie gravi, sfruttando le nuove possibilità offerte dalla medicina contemporanea.
“Le cure funzionano solo se si arriva prima”
«Oggi la medicina mette a disposizione terapie innovative, comprese quelle geniche ed enzimatiche, che possono cambiare radicalmente il destino di molti bambini – sottolinea Scutellà – ma queste cure sono realmente efficaci solo se somministrate prima della comparsa dei sintomi».
Da qui la necessità di un sistema di screening più ampio, moderno e uniforme su tutto il territorio regionale, in grado di non lasciare indietro nessun neonato.
Verso un sistema regionale strutturato
La mozione impegna la Giunta regionale ad avviare un programma organico per l’estensione progressiva del panel di patologie individuate attraverso lo screening neonatale.
L’idea è partire con progetti pilota che includano nuove malattie genetiche, metaboliche, neuromuscolari, immunologiche e neurodegenerative, selezionate sulla base di tre criteri fondamentali: gravità, disponibilità di cure efficaci e sostenibilità del sistema.
Copertura totale e rete di eccellenza
Tra i punti qualificanti della proposta emerge la volontà di raggiungere una copertura universale, coinvolgendo tutti i punti nascita della Calabria per arrivare al 100% dei nuovi nati sottoposti a screening.
Prevista inoltre la creazione di una rete regionale di laboratori specializzati e centri clinici di riferimento, insieme alla definizione e all’aggiornamento dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) per le nuove patologie individuate.
Accanto agli aspetti sanitari, la mozione pone attenzione anche al supporto alle famiglie e all’istituzione di una cabina tecnica multidisciplinare per il coordinamento delle attività.
Un ponte verso il livello nazionale
L’iniziativa guarda anche oltre i confini regionali. L’obiettivo è infatti contribuire all’aggiornamento del panel nazionale dello screening neonatale, candidando le nuove patologie sperimentate in Calabria all’inserimento nei programmi su scala italiana.
«Vogliamo garantire pari accesso alla diagnosi precoce e uniformità territoriale – conclude Elisa Scutellà – trasformando i progetti pilota in percorsi strutturati e stabili, a beneficio di tutti i nuovi nati calabresi».
Un passaggio che, se attuato, potrebbe segnare un salto di qualità nella sanità preventiva regionale, spostando l’attenzione dalla cura alla diagnosi anticipata, dove si gioca la vera partita per il futuro della salute.