1 ora fa:Asd Corigliano travolgente: 6-1 alla Geppino Netti Morano
4 ore fa:Trebisacce, la Stazione dei Carabinieri diventa Tenenza: un riconoscimento al lavoro d’eccellenza dei militari
5 ore fa:Statale 106, allarme sicurezza a Mandatoriccio: segnalato muro divelto e rischio caduta nel vuoto
2 ore fa:Terranova da Sibari celebra la prevenzione: visite senologiche e uova solidali per la ricerca
3 ore fa:San Demetrio Corone ospita La Biblioteca di Calliope: giovani lettori puri emozionano con la poesia
4 ore fa:Carnevale Identitario, premiata la creatività delle scuole: festa e maschere al Centro di Eccellenza
30 minuti fa:Cariati, Premio Ausonia dal 9 all’11 luglio 2026: incontro operativo in Comune per l’evento nazionale dello spettacolo
3 ore fa:Co-Ro tra arte e musica: la Biblioteca F. Pometti ospita Angelo Arena
1 ora fa:Calabria del nord-est, mense scolastiche solo nel 20,7% delle scuole: un divario che pesa
2 ore fa:Schiavonea ottiene la Bandiera Azzurra: premio FIDAL per sport e mobilità attiva

«Combattere anche la violenza economica. Occorrono più lavoro ed equità salariale»

2 minuti di lettura

CORIGLANO-ROSSANO - «La vera conquista sarebbe non doversi più ritrovare a parlare di 25 novembre. La violenza sulle donne è una piaga che ogni anno fa registrare numeri paurosi legati al femminicidio e alle vittime di abusi. Eppure se ne parla. Ma probabilmente non se ne parla abbastanza. O forse, più che una questione narrativa, deve diventare una battaglia culturale che parta innanzitutto dalla famiglia per proseguire nelle aule. Tra i banchi. Perché non c'è cambiamento reale che non scaturisca dalla testa. E allora andiamo nelle nostre scuole per ricordare che la parità di genere non è un concetto astratto, che non si esercita solo declinando anche al femminile nomi che prima, anche se rivolti alle donne, erano posti solo al maschile». 

Così la Consigliera provinciale Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione regionale per l'uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità tra uomo e donna, che continua: «La parità di genere si esercita con il rispetto, con la nomina di donne anche nelle posizioni apicali di aziende pubbliche e private. L'uguaglianza di genere si dovrebbe esercitare pure, anzi soprattutto, nel mondo del lavoro, con equi compensi e parità salariale. Chi gioisce per la crescita di occupazione dell'1,2% registrata dall'Inps dunque o è un inguaribile romantico o è abituato ad accontentarsi delle vittorie di Pirro. Nella Sibaritide Pollino le opportunità che offrano lavoro di qualità praticamente non ci sono e, come da tradizione, per le donne è ancora peggio. L'incremento non solo è minimo ma è legato a lavoro a tempo determinato oppure stagionale, quella tipologia di occupazione che non consente ad un individuo, figuriamoci ad una famiglia, di fare progetti a lungo termine e di pensare ad investimenti nel futuro».

«Nella nostra provincia il tasso di disoccupazione femminile doppia quello nazionale, sfiorando il 52% nella fascia di età 15-24 anni contro il dato nazionale che è del 25%.  Tra i 24 e i 34 anni invece le donne disoccupate sono il 25%, si doppia anche qui la cifra del paese che raggiunge invece l'11%. Altra piaga insanabile del territorio, che colpisce soprattutto la sfera femminile, è il part time involontario secondo il quale le nostre donne, pur volendo lavorare a tempo pieno, sono costrette ad un'occupazione a tempo ridotto con relativa diminuzione dello stipendio. E siamo fortunati se effettivamente svolgono un'attività part time e non a tempo pieno ma dichiarata diversamente. Zone grigie, sommerso e sfruttamento all'interno del mercato del lavoro sono all'ordine del giorno. C'è bisogno di politiche attive per il lavoro più incisive, di corsi di formazione dai quali si esca con quelle che sono effettivamente le competenze richieste dal mondo occupazionale e di scardinare quel modus operandi secondo il quale la propria fortuna economica viene fatta sulla pelle degli altri. C'è bisogno dello Stato».

«In questo 25 novembre mi viene da dire che anche l'abuso economico è una forma di sopruso. Costringere le donne ad una sudditanza economica a causa delle poche, anzi pochissime, occasioni lavorative sulla nostra provincia, le rende più fragili dal punto di vista dell'indipendenza e spesso costrette a tollerare situazioni e atteggiamenti che forse, con una propria stabilità economica, non accetterebbero» conclude.
 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.