Sciabaca Festival, Saracena porta il suo Moscato a Soveria Mannelli: «Non solo vino, ma racconto di comunità»
Giovedì 24 settembre il Moscato Passito al Governo di Saracena protagonista dello Sciabaca Festival con il volume di Saveria Sesto e i produttori. Russo: «Dentro quel calice ci sono il borgo, le vigne, le famiglie e la nostra identità»
SARACENA – Il Moscato Passito al Governo di Saracena continua il suo viaggio fuori dai confini del borgo, portando con sé storie di donne e di uomini, memoria produttiva, identità agricola e racconto di territorio.
Dopo il Vinitaly di Verona e Vinitaly and the City a Sibari, il vino dei papi sarà protagonista anche allo Sciabaca Festival – Viaggi e culture mediterranee, in programma a Soveria Mannelli dal 24 al 27 settembre. Il festival è promosso da Rubbettino, che nel programma 2026 conferma le quattro giornate della manifestazione.
È quanto annuncia il sindaco Renzo Russo. L’appuntamento dedicato al Moscato è previsto giovedì 24 settembre alle ore 19, a CARTA – Parco Museo Rubbettino, con il talk “Le voci della vendemmia e le luci dei vini – Lo Zibibbo di Calabria e il Moscato di Saracena”.
Durante la serata sarà presentato il volume di Saveria Sesto, Il Moscato di Saracena – Storie di donne e di uomini, edito da Rubbettino e già protagonista nelle precedenti tappe promozionali. Il volume risulta nel catalogo dell’editore.
All’incontro, insieme all’autrice e al primo cittadino, parteciperanno anche i produttori. A seguire è prevista una degustazione di Zibibbo di Calabria e Moscato di Saracena.
«Il Moscato di Saracena – sottolinea Russo – non è soltanto un’eccellenza enologica. È un prodotto del territorio che è diventato prodotto-territorio: dentro quel calice ci sono il borgo e le vigne, le famiglie e i produttori, la pazienza artigianale e il metodo di produzione, insieme alla memoria e alla capacità di una comunità di trasformare la propria identità in racconto, reputazione e futuro».
La presenza allo Sciabaca Festival si inserisce così nel percorso di promozione costruito negli ultimi mesi attorno al Moscato Passito al Governo di Saracena, con l’obiettivo di collocare uno dei Marcatori Identitari Distintivi più preziosi del territorio dentro circuiti culturali ed enogastronomici capaci di raggiungere pubblici diversi.
Il Moscato conserva una tecnica produttiva fortemente riconoscibile: il mosto bollito ottenuto da uve locali incontra le uve appassite, selezionate e lavorate secondo una sapienza tramandata nel tempo. È questa specificità che l’Amministrazione vuole trasformare anche in leva di promozione territoriale.
«Il nostro lavoro – conclude Russo – è continuare a far camminare il Moscato insieme alla Destinazione Saracena. La Casa del Moscato, il centro storico, la Pinacoteca Andrea Alfano, il patrimonio naturalistico, le tradizioni e l’enogastronomia fanno parte di un’unica visione. Ogni occasione di promozione qualificata serve a dire che Saracena può raccontare un’identità fortissima, una comunità resiliente e un modo autentico di essere Calabria».