Cinquecento anni di storia tornano alla luce: restaurata la “Madonna del Rosario” di San Lorenzo del Vallo
Martedì 22 settembre al Museo Diocesano e del Codex sarà presentato il recupero della preziosa tavola cinquecentesca proveniente dall’antica Cappella del Rosario
CORIGLIANO-ROSSANO - Cinquecento anni di storia, devozione e arte tornano a mostrarsi attraverso colori e dettagli recuperati. È la “Madonna del Rosario” di San Lorenzo del Vallo, preziosa tavola del XVI secolo sottoposta a un delicato intervento di restauro finanziato dalla Soprintendenza di Cosenza.
L’opera sarà presentata martedì 22 settembre alle 18 al Museo Diocesano e del Codex di Rossano, dove è temporaneamente custodita.
La pala proviene dall’antica Cappella del Rosario di San Lorenzo del Vallo ed è considerata una delle testimonianze pittoriche su tavola di maggiore interesse conservate nel territorio dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati.
L’appuntamento sarà soprattutto l’occasione per entrare nel lavoro svolto dietro il recupero dell’opera: tecniche utilizzate, condizioni conservative e interventi necessari per restituire leggibilità a un dipinto che appartiene non soltanto al patrimonio ecclesiastico, ma alla memoria storica di una comunità.
L'iniziativa è organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, insieme all’Arcidiocesi di Rossano-Cariati e al Museo Diocesano e del Codex.
Interverranno l’arcivescovo monsignor Maurizio Aloise, la soprintendente Paola Aurino, il sindaco di San Lorenzo del Vallo Vincenzo Rimoli, la restauratrice Paola Cavaniglia di Ambra Restauri e Cecilia Perri, funzionaria storica dell’arte della Soprintendenza.
Attraverso il racconto del restauro sarà possibile approfondire anche la storia e l’iconografia della Madonna del Rosario, ricostruendo il contesto nel quale l’opera è nata e il legame mantenuto nei secoli con San Lorenzo del Vallo.
Un recupero che ricorda quanto il patrimonio artistico dei piccoli centri possa custodire opere capaci di raccontare una storia molto più ampia del luogo in cui sono nate. Restaurare una tavola del Cinquecento significa allora salvare materia e colore, ma soprattutto riconsegnare un pezzo di memoria al territorio che l’ha custodita per secoli.