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San Lorenzo del Vallo, il Castello come memoria viva e “faro del Mediterraneo”

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SAN LORENZO DEL VALLO – Ci sono luoghi che non stanno semplicemente dentro un paese, ma finiscono per rappresentarlo. Per Pierfranco Bruni, il Castello di San Lorenzo del Vallo è uno di questi: non soltanto un bene culturale o una testimonianza architettonica, ma «una memoria lunga», il punto attorno al quale leggere identità, appartenenza e futuro di una comunità.

Bruni torna idealmente davanti alle due torri merlate, ai muri di pietra chiara, alle feritoie, al portale ad arco e trasforma la visita al Castello in un racconto personale. «Il paese bisogna amarlo», scrive, perché con il passare degli anni diventa «un abitato dell’anima». Ed è proprio in questa dimensione che il maniero assume un valore più ampio: non un monumento isolato dal tessuto urbano, ma un elemento che continua a dare forma alla memoria collettiva di San Lorenzo del Vallo.

Nel suo intervento Bruni attraversa anche le molte stratificazioni storiche e culturali che attribuisce al territorio, richiamando il mondo italico e greco, Brettii, Enotri e Latini, la presenza spagnola e quella albanese. Più che una sequenza di date, ne ricava l’immagine di San Lorenzo come crocevia mediterraneo, luogo nel quale culture e identità differenti si sono incontrate lasciando tracce nel paesaggio, nella lingua e nelle tradizioni.

Da qui nasce la proposta culturale più forte: fare del Castello «un faro tra le identità del Mediterraneo». Non soltanto conservarlo, dunque, ma riempirlo di funzioni: luogo di studio e ricerca storica e archeologica, spazio per cultura e poesia, casa dell’accoglienza. Una prospettiva nella quale il recupero del patrimonio diventa anche occasione per ricostruire il rapporto tra le nuove generazioni e la storia del proprio paese.

È una visione che Bruni lega direttamente alla propria appartenenza alla comunità di San Lorenzo del Vallo. «Se lo lasciamo morire, muore una parte di noi. Se lo restituiamo vivo, restituiamo ai giovani la possibilità di riconoscersi», sostiene, annunciando il proprio impegno perché il Castello possa continuare a essere un riferimento culturale.

E alla fine resta proprio questa immagine: una fortezza che non deve limitarsi a raccontare ciò che è stato. Per Bruni quelle pietre possono ancora produrre cultura, identità e futuro. Perché, scrive, «quando un castello torna a splendere, non splende solo lui. Splende l’anima intera di una comunità».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.