Laino Borgo, torna il Palio cu i ciucci: sette contrade in sfida tra storia, sapori e tradizione
Da oggi al 13 agosto tre giorni di festa popolare nella Valle del Lao. Il 12 arriva Peppone Calabrese, mentre il 13 la rievocazione di Carlo V precederà la sfida tra le sette contrade
LAINO BORGO – A Laino Borgo torna una delle feste più identitarie dell’estate: il Palio cu i ciucci, la sfida tra contrade a dorso di mulo che giovedì 13 agosto riporterà nel centro del paese colori, tifo, goliardia e un forte senso di appartenenza.
La manifestazione prenderà il via già martedì 11 agosto in piazza Navarro, con il raduno dei rioni partecipanti, il sorteggio, la benedizione e l’assegnazione dei ciucci ai fantini. A seguire, spazio alla musica itinerante dei Takabum in Undici ottavi.
Il giorno successivo, 12 agosto, la festa si sposterà nelle contrade, dove sarà protagonista la gastronomia locale. Ospite speciale sarà Peppone Calabrese, volto televisivo Rai noto per Linea Verde, chiamato a raccontare dall’interno l’esperienza popolare e i sapori della Valle del Lao.
Il momento più atteso arriverà giovedì 13. In gara ci saranno sette contrade: Cagghienti, Casalettu, Mpedi u Burgu, Sant’Antoniu, San Biasu, Santu Vastianu e Sant’Agustino Santa Teresa, ciascuna con i propri colori e la propria tifoseria.
Dalle 17 spazio alla rievocazione storica del transito di Carlo V a Laino Borgo, che richiama il passaggio dell’imperatore del Sacro Romano Impero avvenuto il 14 novembre 1535. La sfilata sarà animata dalla Conturband e dagli Sbandieratori Città De La Cava a Quattro Distretti.
Alle 19 scatterà poi il vero Palio, nella zona mercatale: fantini in sella, contrade pronte alla sfida e un pubblico che ogni anno trasforma la gara in uno dei momenti più partecipati della festa.
Dopo l’arrivo, la serata continuerà in piazza Navarro tra musica, zafarani chini, salsiccia lainese e il concerto finale dei Dance Le Rivoltelle.
Più che una semplice competizione, il Palio cu i ciucci resta un rito collettivo: una festa in cui Laino Borgo racconta se stessa attraverso i rioni, la memoria, la cucina e quella capacità tutta popolare di trasformare una sfida in un momento di comunità.