12 ore fa:Miss Corigliano-Rossano, il sogno di Mimmo Luzzi continua: incoronati Lucia La Scalea e Saverio Fuoco
15 ore fa:Auguri e figlie femmine. A Trebisacce il baby shower lascia la spiaggia una discarica
9 ore fa:Schiavonea, violento scontro tra moto e auto: due giovani finiscono in ospedale
13 ore fa:Scrittura delle donne: il Premio Arena a Sara Maria Serafini e Paola Bonadies
14 ore fa:Un’estate senza barriere: a Corigliano-Rossano il centro che trasforma l’inclusione in realtà
14 ore fa:Franco Emilio Carlino porta a Lorica la memoria del Reventino-Savuto
11 ore fa:Contrada Fabbrica, strade dissestate e perdite continue: i residenti chiedono interventi strutturali
10 ore fa:La Vignetta dell'Eco
30 minuti fa:Civita, il Festival Olistico trasforma il borgo in un laboratorio di benessere e cultura mediterranea
Adesso:Dalla Calabria a Cambridge per governare l'Intelligenza artificiale

Dalla Calabria a Cambridge per governare l'Intelligenza artificiale

3 minuti di lettura

ARCAVACATA (RENDE) - In medicina, un’intelligenza artificiale davvero affidabile non deve soltanto saper rispondere. Deve anche riconoscere quando è necessario fermarsi, dichiarare la propria incertezza e lasciare la decisione a un essere umano. È su questa frontiera che lavora Gaia Bertolino, 25 anni, originaria di Simeri, frazione di Simeri Crichi, oggi dottoranda in Computer Science all’Università di Cambridge.

Dalla provincia di Catanzaro a uno degli atenei più prestigiosi del mondo, passando per l’Università della Calabria: il suo percorso racconta la crescita di una giovane ricercatrice, ma soprattutto una delle sfide più delicate della medicina del futuro. Costruire algoritmi capaci di assistere medici e pazienti senza trasformare una risposta fluida e convincente in una falsa certezza clinica.

Il dottorato, iniziato nell’ottobre 2025 e della durata di circa quattro anni, è sostenuto nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie finanziate dall’Unione europea. Il progetto riguarda lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale conversazionale applicati alla salute respiratoria.

I modelli studiati da Bertolino possono analizzare registrazioni di tosse, respiro e suoni polmonari e, contemporaneamente, comprendere le domande formulate dall’utente. Un medico o un paziente potrebbe fornire una registrazione e chiedere quali anomalie emergano, se siano presenti suoni particolari o se il segnale contenga elementi compatibili con una determinata condizione.

Il sistema elabora l’audio e restituisce una spiegazione in linguaggio naturale, più accessibile dei tradizionali punteggi o delle classificazioni tecniche. L’obiettivo, però, non è affidare a una macchina una diagnosi definitiva né sostituire il medico.

La ricerca punta a creare strumenti di supporto utili per una prima valutazione, per orientare la raccolta delle informazioni e per rendere più semplice il monitoraggio della salute respiratoria, anche attraverso dispositivi comuni come smartphone e strumenti indossabili.

Il cuore del progetto è la sicurezza. Un sistema generativo può esprimersi con estrema naturalezza anche quando dispone di informazioni incomplete, disturbate o non pertinenti. In ambito sanitario, una risposta apparentemente sicura ma fondata su dati insufficienti può diventare più pericolosa di una mancata risposta.

Per questo Bertolino lavora su modelli che non siano obbligati a fornire sempre una conclusione. L’intelligenza artificiale dovrà imparare a distinguere i casi nei quali possiede elementi sufficienti da quelli nei quali è opportuno dichiarare l’incertezza, richiedere una registrazione migliore, domandare ulteriori informazioni o rinviare la valutazione a un professionista sanitario.

La capacità di non rispondere a ogni costo diventa così parte integrante dell’affidabilità clinica. La qualità di un sistema, infatti, non si misura soltanto attraverso il numero delle previsioni corrette, ma anche nella capacità di evitare affermazioni potenzialmente dannose davanti ai casi ambigui.

La ricerca verifica inoltre come cambino le prestazioni quando le registrazioni provengono da dispositivi differenti, da ambienti rumorosi, da popolazioni diverse o da patologie non presenti nei dati utilizzati per addestrare il modello. Condizioni necessarie per comprendere se una tecnologia funzioni soltanto in laboratorio o possa reggere anche nella complessità della vita reale.

Prima di approdare a Cambridge, Gaia Bertolino ha svolto l’intero percorso formativo in Calabria. Dopo il diploma con lode al liceo scientifico “Luigi Siciliani” di Catanzaro, si è laureata in Ingegneria informatica all’Università della Calabria, conseguendo nel luglio 2025 anche la laurea magistrale con curriculum in Intelligenza artificiale.

La sua tesi sull’impiego dell’IA nell’analisi dei segnali audio respiratori è stata seguita dal professore Domenico Talia dell’Unical e dalla professoressa Cecilia Mascolo dell’Università di Cambridge. Da quel lavoro è nata la collaborazione scientifica internazionale che l’ha condotta al dottorato.

Oggi la giovane calabrese opera nel Mobile Systems Lab di Cambridge, dove la ricerca sull’intelligenza artificiale incontra lo sviluppo di sensori, dispositivi mobili e tecnologie digitali dedicate alla salute.

«Venendo da un piccolo paese del Sud, ho scelto di studiare all’Unical perché credevo nelle opportunità che questa università poteva offrirmi», racconta Bertolino. «Essere oggi a Cambridge dimostra che si può partire dalla Calabria, crescere attraverso lo studio e la ricerca e confrontarsi con realtà scientifiche internazionali. Il mio obiettivo è riuscire, un giorno, a restituire valore alla mia terra».

La sua ricerca porta quindi dentro il dibattito sull’intelligenza artificiale una parola decisiva: prudenza. Perché la medicina del futuro non avrà bisogno soltanto di macchine più veloci e accurate, ma di strumenti trasparenti, responsabili e capaci di comprendere quando la risposta più sicura è ammettere di non sapere.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.