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Nuova Odigitria, il ritorno dell'icona bizantina a Corigliano nel libro di Ernesto Paura

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CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un filo rosso che lega la sacralità bizantina di Corigliano e Rossano ai grandi corridoi del Metropolitan Museum di New York. Questo filo è stato riavvolto con maestria da Ernesto Paura nel suo ultimo lavoro editoriale, Il ritorno dell’icona "Nuova Odigitria", edito dal serratore.

Ernesto Paura non si limita a un’indagine storica, ma affronta la materia con la sensibilità eclettica che lo contraddistingue.

Nella sua narrazione si avverte distintamente: l’occhio del giornalista, capace di ricostruire la cronaca di un ritorno atteso per 23 anni, documentando con precisione il trasferimento dell'opera dal Museo Diocesano di Rossano alla sua sede originaria; la profondità del critico d’arte, che analizza la tavola del XV secolo, dipinta su entrambi i lati (la Vergine con il Bambino e la Crocifissione), rivelandone i segreti tecnici e simbolici legati alla committenza dell’abate Atanasio Chalkeopoulos; il gusto del recensore cinematografico. Paura "mette in scena" la storia dell'icona come un grande racconto visivo, dove le luci delle chiese barocche e l'oro delle icone bizantine diventano i protagonisti di una scenografia millenaria.

Il libro celebra il ricongiungimento dell'icona con la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Corigliano, ma allarga l'orizzonte a tesori che hanno varcato i confini nazionali. L'autore dedica pagine fondamentali alla Conca battesimale del Patire, un capolavoro asportato dal territorio e oggi custodito al Metropolitan Museum (MET) di New York.

Tuttavia, il racconto di Paura non è venato di rassegnazione, bensì di speranza e resilienza culturale: viene infatti dato ampio risalto all'opera dell'associazione Rossano Recupera, capace di realizzare una copia fedele della conca, restituendo fisicamente al territorio la memoria di ciò che è stato.

Non manca l'attenzione alle radici multiculturali del territorio, con un’appendice dedicata alla presenza ebraica a Corigliano tra il XII e il XV secolo, un valore aggiunto che rende il volume uno strumento indispensabile per comprendere la complessità storica della Sibaritide.

Il cuore della ricerca di Ernesto Paura si ferma con precisione millimetrica sulla metà del XV secolo. La "Nuova Odigitria" non è infatti solo un oggetto di devozione, ma il frutto di una precisa volontà politica e spirituale: fu commissionata tra il 1448 e il 1458 dall'abate basiliano Atanasio Chalkeopoulos, figura chiave del monachesimo italo-greco e futuro Vescovo di Gerace e Oppido.

La tavola si distingue per una caratteristica rara e preziosa: è dipinta su entrambi i lati, una tipologia di opera pensata spesso per essere portata in processione o esposta in modo che i fedeli potessero ammirarla da ogni angolazione.

Il Recto – La Madre di Dio: Da un lato, l'icona presenta l'immagine della Vergine col Bambino, una raffigurazione che nel tempo ha catalizzato una venerazione profonda e ininterrotta da parte della comunità coriglianese.

Il Verso – Il Sacrificio: Sul lato opposto, una drammatica e raffinata Crocifissione, che completa il ciclo teologico dell'incarnazione e della passione.

L'autore sottolinea come il ritorno di quest'opera nella Chiesa di San Pietro e Paolo a Corigliano non sia solo un atto di giustizia storico-artistica, ma la restituzione di un simbolo identitario che, dopo i decenni trascorsi nel Museo Diocesano di Rossano (accanto al Codex), torna finalmente a dialogare con le navate per cui fu concepita oltre cinquecento anni fa.

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Ex sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide