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Adesso:A Cariati la presentazione del libro sulla Diocesi: anteprima nazionale dello studio di don Gaetano Federico

A Cariati la presentazione del libro sulla Diocesi: anteprima nazionale dello studio di don Gaetano Federico

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CARIATI - Un incontro incontro molto interessante si terrà il prossimo giovedì 19 febbraio 2026 nella Concattedrale di Cariati, in cui verrà presentato in anteprima nazionale lo studio di don Gaetano Federico sulla Diocesi di Cariati. 

Don Gaetano non è nuovo a pubblicazioni storiche su momenti e aspetti dell'Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Il nuovo testo, edito dalla casa editrice Progetto 2000 di Cosenza affronta la storia dell'ex Diocesi di Cariati, la cronotassi dei suoi vescovi e alcune pagine sulle figure di santità di ieri e di oggi.

Alla manifestazione, oltre all'autore e all'editore Demetrio Guzzardi, interverranno la dirigente scolastica Sara Giulia Aiello, il professore Antonio De Nardo, menrtre le conclusioni sono affidate all'arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise.

«Il saggio di don Gaetano Federico sulla Diocesi di Cariati - si legge nella nota - , parte dal 1437, quando la principessa Covello Ruffo fa un'istanza a papa Eugenio IV per elevare a Cattedrale e a sede di una nuova diocesi la chiesa di San Pietro a Cariati; il decreto arriva il 27 novembre; il pontefice unisce questa nuova diocesi con quella di Acherentia (Cerenzia) che era stata fondata ai tempi dei normanni. Alcuni dei vescovi  che hanno retto la diocesi sono passati alla storia, per il loro impegno: mons. Giovanni Sersale (1506-1512) viene ricordato per aver presieduto le sessioni del Processo Cosentino per la canonizzazione di San Francesco di Paola; mons. Giovanni Carnuti (1535-1545) che fu fatto prigioniero durante l'incursione del corsaro Barbanera e che morì in condizione di schiavitù ad Algeri. Sempre nel Cinquecento, vescovo di Cariati fu il milanese mons. Alessandro Crivelli (1561-1568), amico di San Carlo Borromeo, che fu creato cardinale nel 1565 e tre anni dopo fu trasferito a Roma. Agli inizi del Seicento sulla cattedra di Cariati, il papa volle, un frate francescano mons. Filippo Gesualdi (1602-1619) che visse e morì in odore di santità; è da ricordare inoltre l'episcopato di un "rampollo" di casa Gonzaga, Francesco (1633-1657) che lasciò sull'arco del portone di ingresso al Seminario - da lui fondato - il suo stemma episcopale in pietra. Sul finire del Seicento per 24 anni a Cariati ci fu mons. Gerolamo Barzellino (1664-1688) che ampliò il palazzo vescovile e fece murare una lapide con il suo nome che tra l'altro dice: "perchè il reato della dimenticanza in futuro non ci sia". Per il Settecento un vescovo che ha fatto parlare di sè, è mons. Felice Antonio D'Alessandria (1792-1802) che nel cosentino fu il braccio destro del cardinale Ruffo durante l'impresa della Santa Fede. Nel corso del tempo, altri territori verranno uniti dalla Santa Sede a Cariati; nel 1818 con la bolla "De utiliori" alla Diocesi di Cariati si uniranno quella di Strongoli e di Umbriatico. Il Novecento sarà caratterizzato da tante novità, con la presenza di un vescovo sociale: mons. Giovanni Scotti (1911-1918 e poi 1927-1930), e di un vescovo molto caritativo: mons. Eugenio Raffaele Faggiano (1936-1956). Gli anni Settanta videro alcune soluzioni: dal 1967 al 1979 la diocesi fu guidata dall'arcivescovo di Santa Severina e Crotone; poi dal 1979 al 1986 dall'arcivescovo di Rossano; infine con il decreto "Instantibus votis" l'unificazione "in perpetuum" con l'arcidiocesi di Rossano, divenendo la Chiesa diocesana di Rossano-Cariati. Una storia lunga quasi 500 anni che meritava di essere conosciuta e tramandata».

Dalla presentazione di mons. Maurizio Aloise, arcivescovo di Rossano-Cariati: «Il valore di una cronotassi non si esaurisce in un mero elenco cronologico: essa costituisce una vera e propria trama nella quale si intrecciano le vicende di uomini scelti da Dio per guidare il suo popolo. Questa successione episcopale, oltre a essere fondamento per lo studio storico e teologico, contribuisce a rafforzare l'identità della Chiesa locale, rendendo visibile la continuità della sua missione nel tempo. È memoria viva, che unisce passato e presente; è segno concreto di appartenenza, che ci aiuta a leggere le trasformazioni della nostra comunità alla luce del Vangelo e della guida dei suoi pastori».

L'autore

Gaetano Federico è nato a Rossano (Cs) l'8 giugno 1972. È sacerdote dal 1998 dell'Arcidiocesi di Rossano-Cariati; dal settembre 2023 è parroco della Concattedrale San Michele Arcangelo e di San Cataldo a Cariati. Direttore dell'Archivio storico diocesano e della Biblioteca arcivescovile "Santi Nilo e Bartolomeo". Laureato in Scienze storiche all'Università della Calabria; diplomato in Archivistica presso l'Archivio apostolico Vaticano. Licenza in Teologia morale sociale con indirizzo bioetico all'Istituto Teologico Calabro "San Pio X" di Catanzaro. È ricercatore in Teologia pastorale alla Facoltà teologica dell'Italia meridionale "Sezione San Tommaso" di Napoli. È giornalista pubblicista, collabora con diverse testate e periodici. È socio della Deputazione di Storia patria per la Calabria. Ha già pubblicato numerosi volumi; con l'Editoriale progetto 2000: Matteo Saraceno. Da frate minore osservante ad arcivescovo di Rossano (2017); Antonio Ciliberti il vescovo della corresponsabilità (2018); Arcidiocesi di Rossano tra Oriente e Occidente. Dalle origini alla fine del rito greco: VII-XIV secolo (2020).

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.